Il Tirreno

Versilia

Licenziamento Antonini oggi in Cassazione

Udienza per il ferroviere che è sempre stato a fianco dei familiari delle vittime della strage di Viareggio

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VIAREGGIO. Questa mattina alle 10, a Roma in Corte di Cassazione, si tiene l’udienza del terzo grado di giudizio sul licenziamento di Riccardo Antonini, ferroviere in forza a Rfi, licenziato dopo aver svolto il consulente per alcuni familiari di una vittima del disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio.

Riccardo - ricordano l’associazione dei familiari delle vittime “Il mondo che vorrei” e “Assemblea 29 giugno” - è stato un operaio della manutenzione infrastruttura di Rfi a Viareggio per 34 anni. Ha prestato la sua attività di consulente a titolo gratuito per familiari delle vittime e per il sindacato nell'incidente probatorio sulla strage ferroviaria. Nell'estate del 2011 venne prima diffidato dall'azienda a porre termine alla sua attività, poi sospeso per 10 giorni ed infine, il 7 novembre 2011, licenziato in tronco «per essersi posto in evidente conflitto d'interesse con la società».

A luglio 2012 iniziò il processo di primo grado, davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Lucca. L'azienda sottoscrisse una conciliazione «in cui, per reintegrarlo, chiedeva a Riccardo di sconfessare il suo sostegno ai familiari». Una condizioni che Antonini non avrebbe mai potuto accettare. Così il suo licenziamento fu confermato dal giudice.

Stessa sorte ebbe il ricorso in Corte d’Appello: i giudici fiorentini respinsero il ricorso per inammissibilità. Sentenze nelle quali - sottolinenano le due associazioni - «sono sanciti l'obbligo ed il dovere di fedeltà, la violazione del Codice etico, il conflitto di interessi con l'azienda, i suoi amministratori delegati di allora, Moretti, Elia, Soprano (imputati, con pesanti accuse, nel processo di Viareggio). Riccardo è stato licenziato per il suo impegno nella mobilitazione per la sicurezza, la verità e la giustizia, a fianco dei familiari delle Vittime. Moretti, invece, è stato prima rinominato Ad della holding Fs e poi promosso Ad di Finmeccanica, la più grande impresa del Paese».

Il documento dei familiari delle vittime della strage che sostiene le ragioni di Riccardo Antonini è stato sottoscritto e approvato da tutti i Comuni della Versilia, dal consiglio della Regione Toscana, dai consiglio comunale di altri Comuni toscani. Ora non resta che attendere la parola dei magistrati del terzo grado di giudizio, quello definitivo.

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