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Versilia

le indagini

Il locale non è coinvolto ma rischia provvedimenti

VIAREGGIO. Il Kebab di via Aurelia sud non era coinvolto nello spaccio di droga. Né direttamente, né come eventuale sede della vendita di stupefacenti. Che veniva sempre svolta all’esterno. Ma i...

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VIAREGGIO. Il Kebab di via Aurelia sud non era coinvolto nello spaccio di droga. Né direttamente, né come eventuale sede della vendita di stupefacenti. Che veniva sempre svolta all’esterno. Ma i titolari del locale rischiano comunque un provvedimento da parte della questura di Lucca.

A sottolinearlo è Massimo Amato, comandante dei carabinieri di Viareggio e Versilia. «Non possiamo dire quale sarà il provvedimento, sarà il questore a valutarlo - dice - Per gli esercizi commerciali, in questi casi, c’è una comunque una sorta di responsabilità oggettiva». A Viareggio ci sono stati casi di locali chiusi soltanto perché venivano frequentati da numerose persone con precedenti penali. Lo impongono le leggi di pubblica sicurezza. E la situazione del Kebab può rientrare in questa casistica.

Per quanto riguarda le ulteriori indagini, i carabinieri hanno ammesso che al momento non sono riusciti a individuare il cosiddetto “livello superiore”. Cioè chi riforniva gli spacciatori di tutto quel quantitativo di droga. Non c’è dubbio che dietro una rete così ben organizzata anche se agile, capace di muoversi sul territorio, ci fosse qualcuno in grado di non lasciare mai la banda senza merce. Una merce che, con ogni probabilità, è stata comprata a sua volta da spacciatori - difficile che qualcuno si voglia mettere in tasca 15-20.000 euro di cocaina solo per usarla direttamente - che andavano a “lavorare” in altre zone e in altre province. La centrale della droga di via Aurelia sud, insomma, era un punto di riferimento importante non solo per la città e per la Versilia, ma anche per le zone limitrofe. Tanto da far pensare che dietro ci fosse qualcuno di grosso. Al momento, però, resta ignoto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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