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Allarme a Montramito Centinaia di pesci morti

Allarme a Montramito Centinaia di pesci morti

Il ritrovamento nel lago artificiale dietro la Salov ritrovo di appassionati di pesca Sull’accaduto indagano i tecnici dell’Agenzia per la protezione ambientale

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MASSAROSA. Centinaia di pesci, alcuni molto grandi, fino a 35 chili, a pancia in su. Morti. Un cimitero di carpe e decine di altri animali di acqua dolce che popolavano uno dei tesori ambientali di Montramito: uno dei laghi artificiali, ricavati da vecchie cave, lungo la via di Montramito, alle spalle dello stabilimento dell’azienda Salov.

La scoperta l’hanno fatta in questi giorni gli appassionati di pesca del Club Carpfishing Toscana, presieduto da Eugenio Amore, che periodicamente si ritrovano sulle sponde del lago, uno dei bacini della zona a ridosso del Massaciuccoli.

«Non riusciamo a spiegarci cosa possa essere successo - racconta il presidente del club - fino a Befana era tutto a posto. In questi giorni siamo tornati sul lago e quello che abbiamo trovato non si può descrivere». A pancia in su tra le canne pesci di ogni dimensione. «È come se il lago fosse morto - continua Amore - si tratta di una zona splendida, un vero e proprio tesoro ambientale ricchissimo di pesce fino ad oggi. Ora non c’è più niente e mi chiedo cosa possa aver provocato questa incredibile moria di pesci. Il fondale del lago è 20-25 metri: possibile che sia stato inquinato l’intero bacino?».

Un mistero che forse riusciranno a risolvere i tecnici dell’Arpat. L’agenzia regionale per la tutela ambientale ieri è arrivata a Montramito: foto e prelievi di campioni, come da protocollo, per capire cosa possa essere accaduto. Sul posto anche la polizia municipale di Massarosa per i rilievi del caso.

«Alcuni dei ragazzi del club sono rimasti sconvolti dall’accaduto - spiega ancora Amore - è un luogo che amiamo moltissimo e che, in collaborazione con l’amministrazione comunale, abbiamo contribuito a tenere pulito nel tempo. Sono convinto che rappresenti una ricchezza per questo territorio e anche una possibile fonte di guadagno: qui a pescare viene gente da fuori e anche dall’estero». Difficile dire, ora, se il lago tornerà mai come prima: il colpo al patrimonio ittico del bacino rischia di essere stato davvero fatale. (v.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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