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Le boutique faranno ricorso «Subito confronto col Comune»
VIAREGGIO. I commercianti che hanno preso la multa da 1.000 euro per aver violato le norme sui saldi faranno sicuramente ricorso. Ad affermarlo è Piero Bertolani, presidente di Confcommercio e...
VIAREGGIO. I commercianti che hanno preso la multa da 1.000 euro per aver violato le norme sui saldi faranno sicuramente ricorso. Ad affermarlo è Piero Bertolani, presidente di Confcommercio e titolare del Nike Alf in Passeggiata. «Lo faranno in maniera autonoma - dice - la nostra associazione, dal canto suo, monitorerà la situazione. E soprattutto chiederà un incontro a Comune e polizia municipale per capire cosa sia possibile fare».
L’idea di Confcommercio, tuttavia, è di aprire un tavolo di discussione a livello regionale. I saldi, infatti, sono regolati dal Codice toscano del Commercio del 2005. «La legge che regola i periodi di sconti e vendite promozionali - afferma Bertolani - non è chiarissima, e si presta a interpretazioni ambigue. Con possibili errori da parte degli esercenti. Può darsi che qualcuno abbia voluto fare il furbetto. Ma può anche darsi che l’errore, se di errore si parla, sia stato commesso in buona fede».
L’argomento del contendere è la scelta dell’esercente di applicare al capo d’abbigliamento lo stesso prezzo precedente alla vendita promozionale. A far scattare la multa è il fatto che quel prezzo venga riproposto, facendo intendere che sia stato ribassato dal 5 gennaio in poi.
«Il fatto è che la legge parla di “prezzo originario” - dice Bertolani - Faccio un esempio. In negozio mi trovo delle scarpe che non sono riuscito a vendere, e che costavano 100 euro quando le ho messe sul mercato. Decido di metterle in vendita a 70 euro, ma non vanno via. Poi iniziano i saldi. E io posso pensare che il prezzo originario, così come descritto nella normativa, siano i 100 euro di cui parlavamo prima. Per questo vado a mettere sul cartellino -30%, e indico in 70 euro la cifra a saldo». C’è da dire, però, che al cliente sfuggono queste sottigliezze. L’unica cosa che nota è che la scarpa costa 70 euro sia prima che durante i saldi. Tra l’altro con un ribasso che sembra fasullo, con tanto di cartellino sbarrato. Messa così, si capisce che qualcuno può arrabbiarsi. «Mi rendo conto di questo ragionamento, e non dico che non abbia una sua fondatezza - dice Bertolani - Solo non bisogna avere un approccio troppo rigido, che in altri Comuni vicini non sembra esistere. I controlli vanno bene; la modalità del blitz, forse, un po’ meno. Per quanto ci riguarda, come Confcommercio faremo sicuramente notare i difetti di questo tipo di normativa. Potremmo anche chiedere di rimuovere il vincolo di non fare vendite promozionali nei 30 giorni precedenti all’inizio dei saldi. In questo modo si eviterebbero sanzioni del genere. Che lasciano un po’ di sconcerto». (m.t.)
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