Il presidio
Dati (Pd) a processo con l’accusa di aver diffamato Miracolo
VIAREGGIO. A giudizio il 15 maggio, davanti al giudice Matteo Marini, per il reato di diffamazione, il segretario della Federazione versiliese del Partito democratico, Giuseppe Dati, contro il...
VIAREGGIO. A giudizio il 15 maggio, davanti al giudice Matteo Marini, per il reato di diffamazione, il segretario della Federazione versiliese del Partito democratico, Giuseppe Dati, contro il querelante Fabrizio Miracolo. Al centro del contendere c’è quanto dichiarato da Dati relativamente al caso dei «tesseramenti gonfiati in casa Pd».
Al di là di quanto intercorso tra i due avvocati, in realtà, a giudizio dovrebbe esserci il caso delle tessere che da tempo, e da più parti, si raccontano pubblicamente come comprabili. Ed il processo che vede imputato l’avvocato Dati può essere l’occasione giusta per andare fino in fondo alla vicenda, così da fare chiarezza una volta per tutte.
«Il processo dimostrerà - sono le parole di Dati - che l’affermazione non è diffamatoria né falsa. Rimango tuttavia colpito dal fatto che se uno (Miracolo, in questo caso) compie un atto che lui stesso definisce disdicevole, tanto che querela chi glielo imputa, e un altro (il sottoscritto) fa pulizia e denuncia il fatto alla pubblica opinione, vada sotto processo non chi ha compiuto il fatto, ma chi lo ha denunciato».
Una pulizia che Dati ha fermamente voluto con le nuove regole fissate per il tesseramento in casa Pd. (d.f.)
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