Il Tirreno

Versilia

l’appello dei sindaci

Rifiuti e nuovo gestore «Dobbiamo fare presto»

CAMAIORE. L’imperativo, per l’intera Versilia, a questo punto è fare presto. L’annullamento della gara in corso, bandita nel 2011, per l’individuazione di un gestore unico per la raccolta e...

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CAMAIORE. L’imperativo, per l’intera Versilia, a questo punto è fare presto. L’annullamento della gara in corso, bandita nel 2011, per l’individuazione di un gestore unico per la raccolta e smaltimento rifiuti negli oltre 100 comuni delle 4 province della costa, annullamento disposto da Ato Costa, in qualche modo ha innescato un pericoloso conto alla rovescia per il territorio alle prese, ormai da decenni, con pesanti (economicamente) contenziosi sulla gestione integrata dei rifiuti (in aprticolare per la costruzione degli impianti di Pioppogatto e Falascaia). E quindi occorre sapere, in fretta, come l’intero settore andrà ad essere gestito.

«Per una serie di fattori – dichiarano il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto e il vice-sindaco di Massarosa Damasco Rosi - dalla modifica del perimetro di gara, al mutamento dell’oggetto dell’affidamento con l’aggiornamento del piano straordinario d’ambito, al ritardo nei conferimenti da parte dei comuni, e così via, è comunque trascorso troppo tempo dall’inizio della procedura indetta da Ato Toscana Costa per l’individuazione del gestore unico di ambito. Questo ritardo, oltre che creare una duratura situazione di incertezza mette in difficoltà i comuni della Versilia alle prese con la definizione dei vecchi contenziosi legati alla raccolta e smaltimento dei rifiuti riconducibili alla così detta convenzione Daviddi, poiché all’entrata in esercizio del gestore unico hanno legato l’accesso ai finanziamenti per la chiusura delle partite economiche e debitorie pregresse».

«Si tratta oggi – proseguono – di riverificare, alla luce dei cambiamenti intervenuti, quale sia il percorso che meglio risponde all’interesse pubblico generale, in termini di servizio, di costi, di forma di gestione, etc., per cui Ato Toscana Costa, che in base al nuovo cronoprogramma conta di chiudere con l’affidamento il 1 gennaio 2018, dovrà porsi questi obiettivi e ponderare le scelte».

«Tra le verifiche che Ato Toscana Costa deve fare – continuano – c’è anche quella, nell’immediato, di valutare l’avvio della gestione da parte di Reti Ambiente, sin da subito, come azienda a capitale interamente pubblico indipendentemente da quelle che saranno poi le scelte future e la forma societaria, con l’ingresso o meno del socio privato, all’esito della gara su cui si è accesso un confronto».

Così infatti i comuni della Versilia in Cav potrebbero «affidare al gestore unico o a chi esso vorrà e potrà medio tempore l’impianto di Pioppogatto, riscuotere l’affitto (circa 1 milione di euro per 20 anni in base all’accordo comuni versiliesi/Ato Toscana Costa) e con i proventi di esso coprire il finanziamento a cui accedere per chiudere tutti i contenziosi e debiti del passato».

«Altro tema non secondario – specificano – è poi quello della tutela del personale attualmente in forza all’impianto di Pioppogatto a cui si lega la definizione dei flussi dei rifiuti in arrivo all’impianto stesso».

«Proprio per le molteplici esigenze e problematiche che la partita del gestore unico potrebbe quindi rappresentare per le nostre comunità – concludono Del Dotto e Rosi – auspichiamo che i comuni della Versilia sappiano muoversi unitariamente, assumere posizioni condivise e agire nell’interesse primario dei cittadini che siamo chiamati ad amministrare. A tal fine e alla luce di queste novità ci incontreremo già nei prossimi giorni per stabilire ciò che è opportuno e possibile o meno fare».

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