Il Tirreno

Versilia

Putamorsi: pronto a guidare il Parco per altri quattro anni

di Tiziano Baldi Galleni
Putamorsi: pronto a guidare il Parco per altri quattro anni

Il presidente replica agli attacchi degli ambientalisti: «Ce l’hanno con me perché sto dalla parte di chi abita qui»

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SERAVEZZA. «Gli ambientalisti ce l’hanno con me perché mi sono messo dalla parte di chi abita in questi territori marginali: l’area protetta è anzitutto di chi risiede e lavora qui, che deve smettere di vedere il Parco delle Apuane come una roba di lacci e legami, ma percepirlo come uno strumento amico; posso assicurare che in questi anni il risultato c’è stato». Il presidente del Parco delle Alpi Apuane, Alberto Putamorsi, sembra non avere rivali nella corsa alla rielezione. Il 20 gennaio – data a cui è stato rinviato l’ordine del giorno della Comunità del Parco - con molta probabilità sarà riconfermato: forse c’era da mettere a punto soltanto (a livello politico) la composizione dei sei candidati al consiglio direttivo. Ma intanto Putamorsi si difende dalla accuse degli ambientalisti e rilancia la sua politica.

«Se dovessi essere di nuovo presidente porterei avanti tre aspetti: filiera corta, filiera corta e filiera corta», dice con un po’ di ironia Putamorsi, che aggiunge: «Le quantità di marmo estratte nel Parco dovranno essere rapportate alla capacità dell’azienda di fare filiera corta e quindi creare occupazione; se così non fosse, è meglio che il materiale rimanga dov’è. Al contrario il Piano di indirizzo territoriale della Regione, come fu concepito, era un atto di inimicizia per chi vive questi paesi: avrebbe distrutto un sacco di posti di lavoro».

Dagli ambientalisti di Legambiente e del Cai era stato tacciato come «un politico scelto solo per mantenere equilibri di partito o interessi privati legati solo al settore lapideo», esprimendo l’esigenza di avere «quattro nomi di alto profilo per quanto riguarda le competenze in materia di conservazione della natura». Ma favore di Putamorsi ci sono però il titolo di Geoparco e l’approvazione del nuovo Piano del Parco di fine 2016. «Con l’ex presidente Giuseppe Nardini si avviarono le procedure per essere inseriti nella rete dei Geoparchi Unesco – spiega il presidente in carica – ma lo siamo diventati nel 2015. Si tratta di un titolo che puoi perdere e dipende da come viene gestita l’area protetta. Questo vuol dire che gli ambientalisti mondiali la pensano in modo diverso da quelli locali, che hanno scritto di tutto e di più».

Il fascino della Apuane resta sempre e comunque ma la partita si gioca sull’attrazione turistica, la promozione e valorizzazione del patrimonio naturale. «Intanto ognuno fa in base alle risorse che ha – conclude Putamorsi - noi abbiamo tre eccellenza e dobbiamo continuare a investire su quelle: il Geolab di Equi Terme, la fattorie della Bosa e l’ufficio informazione di Palazzo Rossetti a Seravezza».

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