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Morto dopo la visita medica: scatta l’inchiesta
La Procura di Lucca dispone l’autopsia. Il direttore dell’emergenza: «Non emergono incongruenze nel percorso clinico»
VIAREGGIO. La Procura di Lucca ha aperto un’inchiesta sulla morte di Ettore Manfredi, 63 anni, figura notissima a Torre del Lago per il suo ruolo nel mondo del volontariato e dell’associazionismo nella frazione. L’esame autoptico richiesto dal medico di base, Antonio Tedeschi - che non ha firmato il certificato di morte richiedendo l’intervento del medico legale - si è trasformato in una autopsia vera e propria su disposizione dell’Autorità giudiziaria. Un passaggio al quale - si apprende dalla Azienda sanitaria Toscana Nord Ovest diretta da Maria Teresa De Lauretis - vorrà presenziare anche il primario del Pronto soccorso, dottor Giuseppe Pepe, il primo a voler capire fino in fondo cosa possa essere accaduto.
Dal canto suo, la Asl ribadisce quanto affermato al “Tirreno” non appena si è diffusa la notizia del decesso di Manfredi e della volontà di fare chiarezza da parte del medico di base molto noto nella frazione: «Da una prima analisi del percorso non risultano incongruenze nella gestione del paziente. Dagli esami effettuati all'ospedale Versilia nella serata di martedì 10 gennaio non erano infatti emersi segnali d'allarme». Al paziente - aggiunge l’Azienda sanitaria nella nota inviata nell’immediato - «sono stati effettuati tutti gli esami previsti dai protocolli internazionali, enzimi compresi (necessari per rilevare un infarto in corso, ndr) ed anche una radiografia ai polmoni».
In una nota diffusa nel pomeriggio di ieri è lo stesso Pepe a parlare: «Sono molto amareggiato dalla morte imprevedibile del signor Ettore Manfredi, sia umanamente, sia come medico. Mi preme però anche sottolineare che dalla cartella clinica, che ho attentamente visionato, non emergono incongruenze rispetto al percorso diagnostico-terapeutico seguito. Infatti, sono state applicate le linee guida internazionali previste in questi casi. Inoltre, il medico che ha preso in carico il paziente è una professionista con molta esperienza e dedita al suo lavoro che svolge con passione e competenza. Solo l'autopsia, che sarà effettuata nei prossimi giorni, farà emergere le cause di questa morte imprevedibile».
Al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia, Manfredi è arrivato nel pomeriggio di martedì 10, inviato dal proprio medico curante, Antonio Tedeschi. Il quale così ricostruisce: «Ettore mi ha chiamato accusando dolori al torace. La mia diagnosi è stata quella di dolore toracico che rispondeva dorsale. Ho richiesto, perciò, una visita cardiologica urgente per sospetta patologia cardiaca».
Intorno alle 22,30 il paziente ha chiamato Tedeschi informandolo che il Pronto soccorso lo avrebbe dimesso e che, dunque, avrebbe fatto rientro nell’abitazione dove al mattino è stato trovato cadavere nel letto. La diagnosi delle dimissioni, che Manfredi legge al dottor Tedeschi lasciando l’ospedale, era di “dolore toracico aspecifico”.
«Non ci sono parole per descrivere ciò che Ettore ci ha dato e insegnato nella sua semplicità e professionalità», così lo ricorda Antonio Tedeschi: «Ha amato il suo paese sinceramente e disinteressatamente. Ora è nella gloria di Dio godendosi il riposo dei giusti. Ettore, non un addio: solo un arrivederci».
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