Meteo
Contestate le cifre per la casa di riposo
La Regione chiede indietro parte delle somme erogate ad Asp
VIAREGGIO. Mentre per quanto riguarda i lavori mai terminati al nuovo mercato ittico si attendono i risultati della Corte dei Conti, che ha delegato alle indagini la guardia di finanza, sembra non esservi pace neppure per l’ex Azienda speciali pluriservizi (oggi “I Care”) alla quale la Regione - secondo indiscrezioni - avrebbe chiesto indietro parte del finanziamento per la costruzione della Residenza sanitaria assistita che ha aperto i battenti in un’ala dell’ex ospedale Tabarracci.
Il Piano economico dell’intervento - come si legge in una nota della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca datata 9 maggio 2012 - «tenuto conto delle varianti e degli interventi complementari, è di 7 milioni e 680mila euro». Le fonti di finanziamento «derivano da un mutuo di 6 milioni di euro per 13 anni, con gli interessi a carico della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, e da un contributo di 1 milione e 800 euro del Piuss». Per il completamento dell’area esterna (parcheggi, giardino, recupero del verde esistente) e della nuova sede «sono stati preventivati 1 milione e 50mila euro, cui si aggiungono 2 milioni e 250mila euro per l’acquisto dell’immobile. Il totale è di 3 milioni e 300mila euro, che saranno coperti per 2 milioni e 250mila euro da un mutuo, mentre si conta di recuperare 1 milione e 350mila euro dalla vendita dell’attuale sede di Bicchio».
Cifre importanti, insomma. Dovute anche al fatto che l’immobile dell’ex ospedale è vincolato dalla Soprintendenza e, dunque, anche il più piccolo lavoro va fatto tenendo conto del rispetto dei vincoli architettonici della storica struttura.
La richiesta della Regione, che non è nuova a questo tipo di interventi nei rapporti con il Comune di Viareggio, riguarderebbe le cifre impegnate nella progettazione della Residenza sanitaria assistita. Fatti e contestazioni che per ragioni di calendario non coinvolgono da protagonista l’attuale amministrazione comunale entrata in carica solo nel giugno 2015. Amministrazione che si trova oggi - suo malgrado - alle prese con le spese aggiuntive che vicende mai chiuse potrebbero comportare.
La documentazione relativa ai lavori dell’Ittico e a quelli per la realizzazione della Rsa fu acquisita nell’estate 2014 dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca, nell’ambito di un’indagine che muoveva i primi passi tra i lavori pubblici viareggini (Procura di Lucca, pm Fabio Origlio), È l’inchiesta che non ha potuto proseguire con le intercettazioni e le perquisizioni richieste dagli inquirenti, attività di indagine “invasive” alle quali ha detto no il provvedimento del Gip Silvia Mugnaini. Archiviata la ricerca degli elementi probanti i rilievi penali mossi dai carabinieri, su alcune di quelle vicende oggi dicono la loro provvedimenti amministrativi di peso: la richiesta della Regione sulla Rsa, contro la quale l’attuale “I Care” avrebbe deciso di ricorrere al Tar ed il recentissimo rifiuto da parte dell’Organismo straordinario di liquidazione di pagare 45.000 euro al progettista esterno per il mercato ittico, che poi è lo stesso della Rsa.
Dopo una spesa iniziale di 30.000 euro per avere il primo progetto preliminare di fattibilità, Asp chiese al Comune come procedere. Lo spiega ai carabinieri, atti alla mano, l’allora facente funzione di direttore di Asp, Marco Franciosi, oggi massimo dirigente di “I Care”. La risposta fu la convenzione, molto dettagliata, stipulata tra Asp ed ufficio lavori pubblici dello stesso Comune. Parte degli accordi anche il pagamento da parte di Asp degli incentivi alla progettazione a favore dei dipendenti comunali, per 76.104 euro. Calcolata sulla cifra a basa gara che all’epoca (era il 2006) ammontava a 4.780.000 euro.
Ad un certo punto di questo percorso, il Comune - tramite gara - sceglie un architetto esterno per la progettazione esecutiva. Al quale Asp paga - sono ancora le cifre illustrate da Franciosi agli investigatori - 37.245,94 euro per la progettazione esecutiva e 57.561,89 per la direzione dei lavori. Cifre alle quali si sono poi aggiunte ulteriori spese di progettazione per 253.973,71 euro. Perché erano sopravvenute esigenze non preventivate in materia di precarietà strutturale e necessità di consolidamento dei solai. Senza contare la variante per l’adeguamento della struttura alle nuove norme sismiche «omesse». Inevitabilmente, «in questa seconda fase è stata adeguata anche la somma degli incentivi erogati al Comune». E si è passati dagli iniziali 76.104 euro ad altri 39.000. Risultato: 115.153,51 euro per i progettisti comunali e 383.105,66 per il privato.
I quesiti investigativi sul sistema di progettazioni in vigore per anni nel Comune di Viareggio non hanno potuto trovare risposte, non avendo ravvisato il Tribunale di Lucca motivazioni perché gli inquirenti iniziassero l’azione vera e propria di scavo. Ma parte di quelle vicende oggi ritornano vive, sotto altra forma, in atti amministrativi di altri Enti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google