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Classi “pollaio”, genitori infuriati

Classi “pollaio”, genitori infuriati

Manifestazione pubblica martedì prossimo alla scuola media

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MASSAROSA. Genitori mobilitati a Piano di Conca contro il ministero della pubblica istruzione “colpevole” di aver dato vita a “classi pollaio” nell’istituto comprensivo della frazione massarosese.

Il Comitato genitori della scuola media Piano di Conca, dell’istituto comprensivo Armando Sforzi, martedì prossimo manifesterà, con una iniziativa pubblica (a partire dalle 9), tutto il proprio dissenso nei confronti del sovraffollamento scolastico unendosi alla protesta formale che il collegio dei docenti e il consiglio d’istituto hanno mosso nei confronti del ministero della pubblica istruzione e dei provveditorati regionale e provinciale.

«Riteniamo vergognoso che a fronte del numero di iscritti per l’anno scolastico 2016/2017 alla classe prima della scuola secondaria di primo grado e in presenza di due alunni con disabilità certificata non sia stata concessa l’attivazione di una quinta classe - scrivono i genitori - Riteniamo questa scelta lesiva di un diritto sancito dalla legge nei confronti degli alunni con disabilità ma, anche nei confronti di tutti gli altri alunni che si trovano ad affrontare l’anno scolastico in classi affollate».

«Come cittadini democratici - continuano i genitori - esigiamo il rispetto dei nostri diritti, pretendiamo scuse per il modo in cui è stato trattato il nostro istituto al quale non è stata data una spiegazione precisa e formale. Diffidiamo gli uffici competenti per il futuro di porre in atto ulteriori limitazioni al diritto delle famiglie di scegliere e ai nostri figli di avere un sereno percorso scolastico nel rispetto delle normative. Per dare valore e risalto alle nostre posizioni, per chiarire che la scuola è "nostra" e al servizio dei nostri figli come diritto sancito dalla Costituzione in quanto cittadini, martedì dalle 9 alle 12 terremo una forma di “gestione comune” genitori, alunni e docenti perché sia chiaro che la scuola non è estranea alla famiglie ma parte integrante di un comune percorso di crescita, nel rispetto di tutti, e in particolare dei nostri figli che sono il futuro della società».

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