Il Tirreno

Versilia

«Riciclaggio di auto di lusso»: chiesti sette anni per Saetta

Matteo Tuccini
«Riciclaggio di auto di lusso»: chiesti sette anni per Saetta

Nel mirino della Procura il tragitto compiuto da una Mercedes SL e una Lamborghini Gallardo. Gli inquirenti: una banda faceva sparire le supercar e le portava in Germania per rivenderle

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VIAREGGIO. È il tragitto percorso da due supercar, una Mercedes SL e una Lamborghini Gallardo, il motivo che ha portato la Procura di Lucca a chiedere sette anni di carcere per Vincenzo Saetta, 45 anni. Già condannato come mandante dell’agguato al Varignano del 2011.

Quella per Saetta - assieme ai nove anni chiesti per Maurizio Di Puorto, 54 - è la richiesta di condanna più pesante fatta dal sostituto procuratore Aldo Ingangi nei confronti degli ultimi imputati a processo per riciclaggio di auto di lusso. Lamborghini, Audi, Mercedes, Bmw prese in leasing e poi - secondo gli inquirenti - cedute a un’organizzazione legata alla criminalità romena. Che le avrebbe portate in Germania, dove venivano immatricolate, a volte intestate a persone anche decedute, mentre in Italia veniva presentata una denuncia di furto. Le auto sarebbero state messe in vendita attraverso un sito Internet.

In questo modo, secondo la Procura e la polizia, il guadagno era doppio: i soldi arrivavano sia dalla compagnia di assicurazione che dal potenziale acquirente.

L’inchiesta divenne pubblica nel giugno del 2013, con sedici arresti eseguiti dalla squadra mobile della questura di Lucca e tre dalla polizia tedesca, con altri 30 indagati e il ritrovamento di documenti di circolazione e timbri falsi.

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Tutto era partito da un altro episodio, l’agguato al Varignano dell’ottobre del 2011. Quando il Suv guidato da Stefan Petrovici fu perforato da sei proiettili sparati in corsa da uno scooter. L’uomo se la cavò: dall’indagine sull’episodio la polizia ricostruì i legami tra lo stesso Petrovici e Saetta. Legami che nascevano - secondo la polizia - proprio dalla gestione dell’affare supercar. Sarebbe stato Petrovici uno dei coordinatori del transito di auto di lusso dall’Italia alla Germania. Ma qualcosa sarebbe andato storto: il romeno non avrebbe riportato le chiavi della Mercedes SL - presa in leasing per una società - a Saetta. Che avrebbe chiesto “chiarimenti”. Da lì sarebbe nato un alterco: Petrovici sarebbe andato sotto casa di Saetta per minacciarlo e danneggiargli l’auto, dopo che era stato a sua volta malmenato e privato di una catenina d’oro in piazza Karlovy Vary. Un alterco poi sfociato negli spari al Suv. Per questa vicenda Vincenzo Saetta è stato condannato (in appello la pena è stata ridotta a sei anni e quattro mesi) come mandante. Per la vicenda delle auto di lusso, invece, Petrovici è già stato condannato a sua volta a quattro anni e dieci mesi.

Dopo le richieste di condanna del pm Ingangi è stato fissato il giorno della sentenza, il 31 gennaio. Nel frattempo Vincenzo Saetta - assistito dagli avvocati Eriberto Rosso e Massimo Landi - resta in carcere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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