Italia
La Marina muore: «Fateci lavorare»
Due anni fa la richiesta di poter trasformare le strutture in piccoli alloggi per turisti. Gli imprenditori: nessuno risponde
TORRE DEL LAGO. A proposito di Parco...Nel dibattito fuori o dentro dai confini e dalle stanze dell’Ente presieduto dall’architetto Gianni Maffei Cardellini, si inseriscono gli operatori della Marina di Torre del Lago. Un pezzo di storia del divertimento estivo e della conquista dei diritti civili in Italia, ma - appunto - sempre più solo storia. «Mi ci viene da piangere - racconta Andrea Pardini, la cui famiglia - un paio d’anni fa - ha rilevato l’ex ristorante “Pescatore”: «Quando i miei antenati hanno iniziato, sulla Marina c’erano quattro baracche che lavoravano tutte e a non finire. Ora che c’è un Piano regolatore si va falliti... Qualcosa che non ha funzionato c’è per forza».
Gli operatori della Marina, quelli che i locali li hanno acquistati e ancora non sanno che farne e quelli che tentano di resistere senza gettare la spugna vendendo, un progetto all’Ente Parco e alla burocrazia tutta l’hanno presentato due anni fa, come ricorda l’architetto Valtere Prunetti. «A nome di tutti i concessionari ho presentato al Parco dell’allora presidente Fabrizio Manfredi una proposta per rilanciare la Marina». Proposta che prevede la concessione di un cambio di destinazione d’uso per i locali, pronti a trasformarsi in “studios”, piccoli alloggi-vacanza con angolo cottura, senza ampliamento di volumi.
«Una proposta - spiega l’architetto - che va nel senso dell’incremento del turismo naturalistico, soprattutto al di fuori del periodo estivo e con lo sguardo rivolto ai Paesi del Nord Europa nei quali questo tipo di vacanza è diffusa ed apprezzata».
Da allora ad oggi una risposta non è mai arrivata: «Manfredi, che era favorevole alla proposta - continua Prunetti - organizzò un incontro pubblico in Municipio». Poi la presidenza è passata a Cardellini, il quale - ricorda Pardini - «appena insediato dichiarò pubblicamente «di essere disponibile a prendere in considerazione il cambio di destinazione per la Marina di Torre del Lago».
Tutto è rimasto, però, fino ad oggi solo fantasia urbanistica: «Mentre le attività muoiono giorno per giorno», sottolinea l’architetto Prunetti, «in attesa di risposte che dovrebbero essere immediate». Anche perché - ricorda il professionista che quei locali, a suo tempo, fece nascere uno dietro l’altro, «la normativa regionale consente la nascita di piccoli alberghi diffusi».
Che non sono “bed&breakfast” (in questo caso non sarebbero possibili), ma che si rivolgono ad un pubblico simile, che ricerca maggiore autonomia rispetto alla ricettività del classico hotel.
«Non ho ancora incontrato il nuovo presidente del Parco», conclude Valtere Prunetti che manda, però, un messaggio che ha necessità di accoglienza urgente: «Sulla Marina di Torre del Lago ci sono 37 attività che rischiano di chiudere. Questa è la realtà. Io sono pronto a rilanciare la proposta: è l’unica strada per diversificare».
Considerando che i tempi dell’Ente Parco, almeno negli ultimissimi anni, non sono stati certo celeri per quanto riguarda scelte fondamentali che gli imprenditori ed i cittadini attendono. Basti pensare al grande rebus della pulizia tra due e mare che ad ogni estate balza agli “orrori” delle cronache senza che mai si sia trovata una soluzione degna della spiaggia di un Parco naturale che voglia essere rispettato.
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