Il Tirreno

Versilia

In tanti all’addio alla dottoressa Angelini

Nefrologa, 59 anni, esperta di trapianti, è morta all’improvviso mentre era a cena con i familiari

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VIAREGGIO. In tanti hanno voluto dire addio, ieri pomeriggio nella chiesa di San Paolino, alla dottoressa Daniela Angelini, 59 anni, prematuramente scomparsa a causa di un aneurisma che l'ha colpita sabato sera nella sua abitazione, mentre era a cena con i familiari e i parenti.

Una tragedia improvvisa che ha lasciato tutti senza parole, perché la dottoressa Angelini, specializzata in nefrologia e dipendente dell'ospedale di Lucca- come il marito Ferdinando Pellegrini, ginecologo, ex volontario della Croce Verde del Lido (associazione che ha curato il funerale della donna), dove ha iniziato professionalmente l'attività - era una sportiva e praticava lo sci. Una tragedia improvvisa, dunque, che ha lasciato tutti senza parole. Primi tra tutti i volontari del 118 che sono intervenuti, cercando di rianimarla.

Oltre al marito, Daniela Angelini lascia le figlie Elena, 29 anni, che lavora a Milano in studio commercialista, ed Elisa, 24 anni, che fa pratica presso uno studio legale, la madre Maria Luisa, la sorella Silvia ed i altri parenti e gli amici che ancora non riescono a credere che Daniela non ci sia più.

La direzione dell'Azienda sanitaria Toscana Nord Ovest ed i colleghi si uniscono al cordoglio per l'improvvisa scomparsa della dottoressa - si legge in una nota - «apprezzato medico della nefrologia e dialisi dell'ospedale di Lucca. Tutti i colleghi - a partire dal responsabile della nefrologia e dialisi Riccardo Giusti, che circa 30 anni fa era entrato in servizio proprio insieme a lei all'ospedale di Lucca - la ricordano per la grande umanità e professionalità e per la capacità di mettersi a disposizione dei cittadini. Sempre sorridente e con un atteggiamento positivo, Daniela aveva saputo conquistarsi la stima e la considerazione dei colleghi e degli stessi pazienti, in particolare quelli sottoposti a trapianto, che da anni seguiva con grande competenza e partecipazione». Molti i ruoli di primo piano assegnati al medico scomparso, grazie alla sua indubbia professionalità: è stata responsabile del programma "Trapianti renali" grazie al quale sono stati realizzati a partire dal 1988 centinaia di trapianti renali; è stata inoltre responsabile del coordinamento dei medici alternativamente nelle sezioni di nefrologia e dialisi. E ha diretto l'ambulatorio del “follow up” del trapianto renale. È stata anche docente alla scuola di specializzazione in nefrologia dell'università di Siena. «La sua scomparsa - conclude la nota - lascia un grande vuoto in tutta la sanità lucchese».

Roy Lepore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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