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Versilia

«Discutere del Parco nel Parco»

«Discutere del Parco nel Parco»

I sindaci di Massarosa, Vecchiano, Pisa e San Giuliano rispondono a quello di Viareggio

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VIAREGGIO. «Riteniamo che la sede migliore per discutere del futuro del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli sia quella della Comunità del Parco»: con queste parole i sindaci di Pisa, Marco Filippeschi, di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio, di Massarosa, Franco Mungai e di Vecchiano, Massimiliano Angori, intervengono sulla questione apparsa più volte negli ultimi giorni sulla stampa locale, relativa ad un’uscita dall’Ente da parte del Comune di Viareggio. Come da annuncio formulato per scritto al presidente dell’Ente Parco, Giovanni Maffei Cardellini, dal sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro.

«Lo statuto del Parco - continuano i primi cittadini firmatari della nota - prevede, infatti, degli organismi appositi di discussione interna tra i membri facenti parte l’Ente ed, in tal senso, la Comunità è la sede più opportuna per affrontare la tematica, nella quale tutti i Comuni avranno la possibilità di verificare con il presidente programmi e progetti relativi a ciascun territorio, secondo il principio di base che vede coniugare la fruizione sociale, la tutela ambientale e l’economia sostenibile del territorio. Sarebbe il punto di partenza auspicabile per affrontare tale questione: ogni Comune potrà, così, indicare le proprie scelte in maniera trasparente ed essere, allo stesso tempo, pienamente consapevole di quella che sarà la ripercussione sull’attività del Parco, alla luce dei nuovi scenari che si potranno delineare».

Senza dimenticare una considerazione che ha sempre espresso Giancarlo Lunardi, ex presidente del Parco, ex sindaco di Vecchiano oltre che ex consigliere provinciale a Pisa: «Per uscire dal Parco bisogna uscire dall’Europa», come affermava al “Tirreno” nel 2010, quando l’allora amministrazione di centrodestra smaniava per uscire dal parco o rivederne i con fini. Tra nuovo stadio da costruire e realizzazione dell’ultimo lotto dell’asse di penetrazione, opera strettamente legata - era quello il progetto - alla realizzazione della nuova struttura sportiva.

Di quella amministrazione era assessore - proprio anche per i rapporti con il Parco - Antonio Tedeschi - che oggi scrive, da esponente della lista civica “Per Torre del Lago”: «Noi che in prima persona da anni ci siamo battuti per far sì che il Parco offrisse al nostro territorio un progetto naturale di qualificazione e godimento per tutti ribadiamo che il problema non è restare o uscire, ma chiederci se questo Ente così come è risponde alle necessità del nostro territorio. Occorre a nostro avviso cercare di interrogarci su questo e aprire un dibattito serio e profondo su ciò che questo Ente è e in realtà cosa dovrebbe essere. Da anni abbiamo rilevato che questo non è al momento un Parco naturale, ma una schifezza naturale dove regnano l'abbandono e la criminalità. Quindi non diciamo di uscire dal Parco: chiediamo solo di aprire seriamente un dibattito per una maggior valorizzazione dello stesso». (d.f.)

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