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Una grande mostra su Mario Marcucci
Da maggio a luglio l’opera dell’artista viareggino alla Gamc e a Palazzo Mediceo
VIAREGGIO. Sono venticinque anni che è morto il pittore viareggino Mario Marcucci. Per commemorare l’anniversario l’associazione a lui intitolata si appresta ad allestire una mostra evento che verrà proposta contemporaneamente in più luoghi: la galleria d’arte moderna e contemporanea Gamc di Viareggio, il Palazzo Mediceo di Seravezza, il museo della Marineria di Viareggio. “Il soffio della pittura Viareggio 2017”: questo il titolo della manifestazione che promette di richiamare in Versilia dal 14 maggio al 16 luglio gli amanti dell’arte.
Di Mario Marcucci verrà presentata una selezione accurata di un centinaio di opere che ripercorre l’evoluzione della sua pittura, dagli esordi fino agli anni Ottanta e dei generi cui si è principalmente dedicato, con particolare riferimento ai motivi che più ha sentito propri e dentro i quali ha scavato per decenni - gli scorci della città natale, le nature morte, gli autoritratti e i ritratti di persone care, gli studi sulla tradizione pittorica classica La mostra di Pietrasanta del marzo 2013 - ricorda l’associazione Amici di Mario Marcucci - ha interrotto la scarsa attenzione che circonda, nel sistema dell’arte moderna e contemporanea degli ultimi decenni, l’opera del pittore viareggino. La mostra antologica pensata per commemorare i venticinque anni della sua scomparsa, vuole, oltre alla Gamc, coinvolgere con specifiche sezioni tematiche e alcuni opportuni approfondimenti di motivi che erano particolarmente cari all’artista, il Museo della Marineria (40 acquarelli di soggetto marino) e il Palazzo Mediceo di Seravezza (60 dipinti di studio). L’obiettivo è non solo tornare a gettare luce su un artista di straordinario valore (che partecipò a importanti rassegne nazionali e internazionali tra cui le edizioni della Biennale veneziana del 1948, 1950 e 1954) ma mettere in rilievo quanto la sua opera possa tuttora suscitare grande fascino, tutto da riscoprire.
Nel catalogo della mostra - a cura di Marcello Ciccuto e Sandro Parmeggiani - verranno non solo riproposti i giudizi degli estimatori di Marcucci (tra i molti Cancogni, Delfini, Parronchi, Giuseppe Raimondi, Moravia, Tobino, Betocchi, Cassola, Luzi, Arcangeli, Tassi, Garboli) ma anche nuove letture critiche italiane e straniere che ne ripropongano l’attualità e il ruolo nell’arte italiana del Novecento.
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