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La Cgil sul caos pronto soccorso «Barelle anche per terra»

La Cgil sul caos pronto soccorso «Barelle anche per terra»

VIAREGGIO. Scene indegne di un Paese e di una regione civili. Sono durissimi i toni della Cgil per il caos di questi giorni in pronto soccorso. Che parla anche di «barelle sistemate per terra perché...

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VIAREGGIO. Scene indegne di un Paese e di una regione civili. Sono durissimi i toni della Cgil per il caos di questi giorni in pronto soccorso. Che parla anche di «barelle sistemate per terra perché non c’era più posto».

«Una persona, magari anziana e che non ha nessuno a casa ad assisterla - così inizia la nota del sindacato - si sente male, ha la febbre alta e accusa forti dolori. Allora si reca al pronto soccorso e qui aspetta sei ore prima di essere visitata e altrettante, se non di più, se sta talmente male che necessita di ricovero. In Versilia sembra che, non essendoci più posti, le barelle siano state sistemate anche per terra. I giornali parlano di “emergenza sanità”, ma più che di un’emergenza si tratta della conseguenza logica e banalmente prevedibile dei continui tagli operati negli ultimi anni alla sanità pubblica».

«Si sostiene - continua la nota - che ci sono state le ferie natalizie del personale, l’influenza e la meningite. Ma il piano ferie non viene presentato e concordato per tempo con l’azienda? L’influenza non è una malattia che si presenta tutti gli inverni e quest’anno aveva già dato da tempo i segnali della propria virulenza? Il timore della meningite non era prevedibile? Cosa fanno i dirigenti, ben pagati con i soldi pubblici? Cosa fanno i politici, dopo averci detto per anni che il nuovo modello di sanità, anche nella nostra regione, era il migliore possibile e, comunque, sicuramente in grado di fornire adeguate prestazioni assistenziali. Ora, invece, come da noi più volte denunciato, si scopre che i posti letto non sono sufficienti, così come non lo sono gli operatori sanitari, medici e infermieri, chiamati a turni di lavoro massacranti. Si deve prendere atto, responsabilmente e ragionevolmente - conclude la nota - che il modello di assistenza sanitaria così com’è non funziona ed ha bisogno di correttivi. In mancanza di più risorse vuol dire che quelle che ci sono devono essere spese diversamente e meglio».

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