Il Tirreno

Versilia

Piano di emergenza per il pronto soccorso

di Donatella Francesconi
Piano di emergenza per il pronto soccorso

Barelle reperite ovunque e posti letto recuperati in tutti i reparti

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VIAREGGIO. Barelle reperite ovunque, anche nei magazzini delle manutenzioni, reparti con i ricoveri spinti al massimo, destinazioni dal Pronto soccorso ad un posto letto vero e proprio decisi «per priorità su chi sta peggio e chi aspetta da più tempo». Giuseppe Pepe è il nuovo dirigente del Pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Fresco di nomina sta affrontando, insieme ai tutti i colleghi in servizio, il caos di questi giorni. Che ha portato l’Azienda sanitaria Nord Ovest, diretta da Maria Teresa De Lauretis, ad attivare un vero e proprio Piano di gestione del sovraffollamento. Che prevede le azioni elencate da Pepe al “Tirreno” come sopra descritte: «Ringrazio l’azienda per il tempestivo intervento», spiega il primario. «Perché quando si arriva a barellare i pazienti a terra pur di liberare le ambulanze...», come accaduto nella giornata di martedì, significa che anche il Pronto soccorso è in codice rosso.

«Abbiamo recuperato tutte le barelle possibili: quelle dell’urgenza, degli altri reparti, quelle che sono in manutenzione... C’è un ondata di persone ultraottantenni che stanno male, quasi tutti con patologie respiratorie», continua il primario. Al punto che «è triplicato l’utilizzo delle apparecchiature per aiutare la respirazione». Emergenza non necessariamente dovuta l’influenza che costringe a letto un bel pezzo d’Italia, e dunque anche di Versilia, ma proprio a patologie che attaccano polmoni e bronchi.

Giuseppe Pepe è determinato. Ma guai a sottolienarglielo: «Così deve essere un medico», risponde al cronista per chiuderla lì. Il Pronto soccorso del Versilia, reduce da un lungo periodo di sofferenza, non lo ha spaventato e ci si è buttato a capofitto. Nei giorni prima di Natale qualche segnale di inversione di marcia si era registrato: «Sono caduta dalle scale e ho avuto necessità di punti ad una gamba - racconta una signora viareggina - ed al Pronto soccorso del Versilia in mezz’ora ho fatto tutto».

Ora, però, è emergenza: «La direzione dell’Azienda sanitaria ha interpretato le criticità che abbiamo denunciato ed ha risposto in modo eccellente. Anche se, stando così la tendenza degli accessi, sicuramente non basterà». Anche perché il personale del Pronto soccorso sta lavorando al massimo. Chiunque sia in grado di reggersi in piedi - come si dice - è “abile e arruolato”: «Ai colleghi, al personale tutto, non posso davvero chiedere di più», sono ancora le parole del direttore dell’unità operativa dell’emergenza sanitaria.

«Se i pazienti stanno in Pronto soccorso almeno hanno medici ed infermieri», sottolinea un collega di Pepe che lavora al Versilia. Perché il problema - nei reparti - non è l’assenza di posti letto, ma di personale. «In queste condizioni i ricoveri in reparto rischiano di diventare un pericolo», sottolineano i medici alle prese con un sempre maggior “spolpalmento” delle risorse umane di un ospedale non ancora maggiorenne e già acciaccato come fosse tra le strutture più anziane della Toscana.

Per il momento il Pronto soccorso si è attrezzato per resistere, evitando - sottolinea Pepe - «quello che è accaduto in altre realtà della Toscana dove si è arrivati ad impedire l’accesso al Pronto soccorso, Scelta di sopravvivenza che è la negazione del fine della medicina e dei suoi giuramenti antichi come l’uomo. «Considerando, però - ricorda il primario - che per legge non possiamo certo accogliere un numero infinito di barelle». Il che significa che altri interventi della direzione Asl potrebbero rendersi necessari se la situazione di emergenza farà aumentare i numeri dei pazienti che approdano in Pronto soccorso da tutta la Versilia.

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