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Nuovo mercato ittico: lavori fermi dal 2012
Oggi il completamento è nelle mani di Firenze. Ma dallo scorso febbraio all’intesa con il Comune e agli incontri tra dirigenti non sono seguiti fatti concreti
VIAREGGIO. Alla lettera f) dell’intesa Regione-Comune del 19 febbraio 2016 del si legge: «Mercato ittico. Regione Toscana e Comune di Viareggio concordano sulla necessità di completare al più presto questa opera, rimasta incompiuta per molto tempo. Ai fini di poter completare le procedure di appalto per l'assegnazione dei lavori, stante l'impossibilità del Comune di Viareggio in quanto comune in dissesto, Regione Toscana, amministrazione comunale ed Autorità portuale regionale verificheranno il ricorrere delle condizioni per pervenire ad uno specifico accordo finalizzato alla realizzazione dell'opera e alle successive modalità di gestione del mercato ittico»,
A completare l’opera - ferma dal 2012 per il fallimento dell’impresa che aveva vinto l’appalto - dovrà essere la Regione alla quale il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo (2014-2015) restituì l’intervento, dato lo stato di dissesto dei conti del Comune e non solo. Perché la nuova struttura interamente finanziata dalla Regione per 2,5 milioni di euro era al centro dell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca dopo che la “rivoluzione” della macrostruttura dell’allora assessore Laura Servetti (ancora in carica oggi, con delega la bilancio) aveva distribuito diversamente ad un passato consolidato le competenze in materia di lavori pubblici.
Al centro del caso-Ittico il via vai di progettazioni pubbliche (dipendenti dell’ufficio lavori pubblici e professionisti privati) che fa scrivere agli inquirenti come, alla luce di quanto acquisito, è ipotizzabile che «il modus operandi potrebbe essere quello dove i progettisti esterni si fanno carico di tutta la progettazione accettando di formalizzare l’acquisizione di un incarico parziale, integrabile con ulteriori incarichi a soluzione di problematiche emergenti in corso d’opera».
Problematiche che nella storia del mercato ittico rimasto incompiuto si moltiplicano, atto dopo atto. Dalla “novità” - che tale non era - della collocazione della macchina del ghiaccio dalle misure già definite in quanto installata nuova di pacca nella vecchia struttura ancora funzionante, alla “scoperta” che se si vuole dotare la struttura del famoso (e conteso) ristorante anche l’edificio pubblico deve vedersela con le prescrizioni Asl per i locali analoghi.
Nel turbinio di progetti, calcoli e disegni - sono i fascicoli del Comune a raccontarlo, oltre alle indagini dell’Arma - però c’è sempre qualcosa che sfugge, che manca, al quale non si era pensato. C’è sempre un imprevisto da sanare con una variante, insomma.
E ci sono trecentomila euro che «ballano», per dirlo con le parole del Gip del Tribunale di Lucca che respingerà la richiesta di intercettazioni e perquisizioni, strumenti di approfondimento di indagine per arrivare a mettere un punto ai sospetti emersi dalle testimonianze raccolte e dalle prime carte esaminate.
È dell’11 agosto 2014 la determina 1458 che ha per oggetto “lavori di completamento nuovo mercato ittico-approvazione progetto esecutivo”. Si tratta - così si legge - del progetto delle opere a completamento, che l’architetto Francesco Tomassi ha predisposto per l’importo complessivo di 1.518.857,58 euro di cui 1.280.000 euro per lavori e 238.859 per Iva e somme a disposizione».
La Regione Toscana, nel riprendere l’opera e rifinanziare la spesa mancante ha calcolato, diversamente dalla determina comunale, 1 milione e 100.000 euro.
Una giostra di cifre, quella che attraversa gli ultimi anni della vicenda, da far girare la testa: se nell’agosto 2014 servivano 1,5 milioni per terminare l’opera, nel settembre 2013 restavano disponibili 1.324.652,66 euro, che nel luglio 2013 (determina 869) sono scesi a 1.096.000, la cifra più vicina a quanto ritenuto necessario oggi dagli uffici regionali. Tutte cifre ricostruite nelle carte dell’indagine dei carabinieri che hanno saputo rompere il muro di omertà e trovare in alcuni dirigenti comunali valide fonti documentali.
Da questo quadro riparte Firenze dove, al momento, la vicenda completamento dee nuovo Ittico di Viareggio segna encefalogramma piatto, con un’inchiesta della Corte dei Conti ancora aperta non solo sul vecchio Ittico, ma anche sul nuovo. Senza dimenticare che prima o poi la Procura della Repubblica di Lucca dovrà dire la propria in emerito all’attività di indagine condotta dalla guardia di finanza di Lucca sui tanti rilievi penali dell’ispezione del ministero dlel’economia (luglio 2014) che tocca diffusamente le distorsioni del sistema degli incentivi alla progettazione nel Comune di Viareggio fino al 2013.
Donatella Francesconi
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