Il Tirreno

Versilia

Bibliotecario muore a solo un mese dalla pensione

di Cesare Bonifazi
Bibliotecario muore a solo un mese dalla pensione

Paolo Cecchini era responsabile della biblioteca di Camaiore Faceva parte dell’Anpi. I funerali il 6 gennaio pomeriggio

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CAMAIORE. L’intera comunità di Camaiore è in lutto per la morte di Paolo Cecchini, responsabile della biblioteca Michele Rosi di Camaiore. L’uomo, 67 anni, sarebbe andato in pensione a febbraio ma aveva già dato la sua disponibilità a continuare a prestare la sua opera alla biblioteca come volontario.

Cecchini non era sposato e non aveva figli; a trovarlo nella sua casa è stata la sorella che non ha potuto fare altro che constatarne la morte dovuta a un malore. In tanti lo ricordano per la sua gentilezza e per la sua grandissima passione per i libri e la lettura. Stefano Menconi lo descrive come «una persona molto educata e di grande rispetto che per anni a gestito la stessa biblioteca con grande passione e grande professionalità». E lo ricorda un’utente della biblioteca, Sara Barsotti: «Ha sempre avuto un sorriso gentile e una grandissima cortesia per chiunque varcasse la porta della biblioteca. Averlo conosciuto è stato un piacere e un onore». «Sarà una Befana amara», ha scritto Iacopo Menchetti.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14552760:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/12/11/news/soldi-per-i-nuovi-libri-camaiore-batte-tutti-1.14552760]]Cecchini era molto conosciuto anche perché il padre è stato un partigiano e lui stesso faceva parte della sezione camaiorese dell’Anpi. Proprio l’associazione l’ha voluto salutare in una nota: «Abbiamo appreso della scomparsa di Paolo, militante antifascista della nostra sezione, figlio del Partigiano Vincenzo, uomo intelligente e sensibile, studioso appassionato della Storia della Resistenza e del nostro territorio, era entusiasta promotore di tante delle nostre attività. Prezioso collaboratore, sempre disponibile, sempre presente ad ogni iniziativa. Paolo mancherà a tutte e tutti coloro che l'hanno, per qualsiasi motivo, incontrato. Non sarà facile e non sarà lo stesso senza di lui, ma cercheremo di portare a termine tutti i suoi progetti. Alla sorella Saura, a tutta la sua famiglia, giunga il nostro fraterno abbraccio».

Anche dal Comune il sindaco, Alessandro Del Dotto, si è unito al dolore dei suoi cittadini: «Siamo scioccati e, oltre che per il grande profilo umano - ha detto - lo ricorderemo per la grande passione che metteva nel suo lavoro. Si deve anche a lui l’idea dell’ampliamento della biblioteca: fu proprio lui a suggerirmela e insieme abbiamo lavorato perché questo sogno si avverasse».

È stata istituita la camera ardente nella sua casa di via Terrapezzina e il 6 gennaio si terranno i funerali nella chiesa di San Lazzaro ai Frati. L’ultimo saluto sarà curato dalle pompe funebri La Badia.

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