Il presidio
Meningite, 15mila non sono vaccinati
In Versilia nuovo boom di chiamate all’Asl dopo gli ultimi episodi. In tanti non si sono ancora sottoposti alla prevenzione
VIAREGGIO. La paura è una forza. Lo testimoniano questi tempi difficili (ma sono mai stati facili?). E lo testimonia anche la nuova ondata di chiamate all’Asl dopo gli ultimi casi di meningite, sia in Toscana che altrove. Una vera e propria carica, che ha mandato in tilt il numero unico per le vaccinazioni. Una carica che nasce da un piccolo esercito: i versiliesi che, a dispetto di continui Sos, non si sono ancora vaccinati contro la meningite C. Oltre quindicimila, secondo le ultime stime dell’Asl, sono le persone dagli 11 ai 45 anni che potrebbero usufruire della vaccinazione senza spendere un euro. E che non lo hanno ancora fatto.
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Minoranza non più silenziosa. Sono sicuramente tanti, anche se in numero inferiore rispetto a chi ha fatto una scelta diversa. Aderendo alla campagna di prevenzione della Regione contro il tremendo “ceppo toscano”. Parliamo di quasi 25.000 persone di tutte le età - secondo le ultime stime dell’ex azienda sanitaria versiliese - che oggi sono coperti contro il pericolo meningite. I dati veri, cioè quelli più aggiornati, risalgono a ottobre scorso: sono 8.421 i versiliesi tra gli 11 e i 20 anni che si sono vaccinati da quando è iniziata la campagna, mentre quelli dai 21 ai 45 anni sono 10.324. Soltanto 1.719 gli over 45 che hanno deciso di vaccinarsi. «Una minoranza davvero ridotta», ammette il dottor Claudio Ciabattoni, uno dei medici dell’Asl che stanno portando avanti la campagna di prevenzione. La differenza di copertura, forse, si spiega con il fatto che gli over 45 pagano il vaccino: il ticket è di 45,52 euro. Comunque, considerando che negli ultimi mesi del 2016 le dosi sono state somministrate a raffica sia negli ambulatori dei medici di famiglia, nei distretti Asl sul territorio e al Dipartimento di prevenzione di Pietrasanta, secondo la stessa azienda sanitaria siamo arrivati a quota 25mila di copertura complessiva. L’obiettivo, ora, è erodere la fascia di popolazione che non è ancora stata toccata. Ma che ora sembra si stia muovendo di nuovo.
Un altro boom. La campagna anti-meningite, spiegano i medici Asl, ha funzionato a ondate: tutte le volte che emergeva un nuovo caso, non necessariamente in Versilia, arrivavano le telefonate con richieste di chiarimento e di prenotazione. È accaduto lo stesso con gli ultimi tre casi di questi giorni, tra cui una ventenne in gravi condizioni. Il numero telefonico unico messo dall’Asl a disposizione degli utenti (0584 6058845, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30) è stato intasato di chiamate. E ieri su Facebook alcuni utenti si lamentavano di non essere riusciti a prenotare la vaccinazione. Altri hanno chiamato ulteriori numeri, nel tentativo di parlare con l’azienda sanitaria e fissare l’appuntamento. «Soltanto io - dice il dottor Ciabattoni - ho parlato con una quindicina di persone in poche ore. La richiesta di chiarimento è totale, e fa capire che si tratta di persone che si sono mosse sollecitate dai casi di cronaca». Persone che, per un motivo o per un altro, non avevano assimilato la quantità di informazioni prodotte dalla Regione, dall’Asl e dai mezzi di comunicazone sul temuto ceppo C della meningite e sulla necessità di proteggersi. Aderendo alla campagna per la vaccinazione gratuita. In tutto questo c’è anche una fascia di resistenza, divenuta quasi stoica, alla vaccinazione. Considerata dalla nuova corrente antiscientifica, che trova sul web schiere di fedeli adoranti, come la causa di molti mali anziché la cura.
Per fare più veloce. La nuova ondata di richieste si indirizza soprattutto sui numeri telefonici, ma l’Asl ricorda che è possibile rivolgersi ai propri medici e pediatri di famiglia per eseguire la vaccinazione direttamente nei loro ambulatori. In Versilia 84 medici su 110 e 12 pediatri su 20 hanno aderito alla campagna: i loro assistiti, purché abbiano meno di 45 anni, possono evitare di rivolgersi all’Asl per la prenotazione. Prenotazione Asl che, invece, è inevitabile per tutti coloro che hanno più di 45 anni. E che per assumere il vaccino tetravalente (protettore contro i ceppi C, A, W e Y) devono pagare il ticket. Per quanto riguarda i bambini sotto gli 11 anni, è la stessa Asl che provvede al cosiddetto “richiamo” con intervalli di cinque anni.
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