Il rione Darsena tende la mano ai residenti
Viareggio: un augurio speciale a chi vive nel quartiere per riavvicinare le persone alla festa
VIAREGGIO. Se abitate in Darsena avrete sicuramente trovato all’interno della cassetta delle lettere un singolare biglietto d’auguri per queste ultime feste di Natale: stampato su carta gialla, presenta una scritta di un bel verde smeraldo sovrastata dal disegno di un polpo che strizza l'occhio mentre fa capolino tra alcuni pacchi-regalo.
Il messaggio, che recita:«Cara famiglia darsenotta, ti auguriamo Buon Natale e un felice anno nuovo», è anonimo. «Chi siamo? Presto ti faremo avere nostre notizie» c’è scritto. Ma il mistero è presto risolto: il mittente è il comitato organizzatore del Carnevaldarsena, la festa rionale più antica e rinomata di Viareggio che ha il giallo e verde come colori identificativi e il polpo come maschera ufficiale.
In realtà, il consiglio direttivo non si è limitato ad augurare buone feste - non che ci sia qualcosa di male: anzi... -: con quel biglietto ha voluto soprattutto (ri)allacciare i rapporti con i residenti in vista dei festeggiamenti in calendario per la fine di febbraio. Secondo alcuni abitanti, infatti, la Darsena da tempo “subisce” il baccanale, vivendolo come una festa imposta anziché condivisa con il quartiere. Ecco dunque spiegato il tentativo di trovare un punto d’incontro con chi in Darsena ci vive e di ritornare in qualche modo a tanti anni fa, quando effettivamente intere famiglie partecipavano all’allestimento dell’illuminazione o delle cucine di via Coppino e, più in generale, al successo del Carnevaldarsena.
L’iniziativa del biglietto d’auguri natalizio, del resto, è solo l’ultima in ordine di tempo delle iniziative pensate per coinvolgere le varie realtà del quartiere.
Nelle settimane passate è partita la campagna “Adotta uno spettacolo” con cui il comitato organizzatore chiede alle attività commerciali e ai cantieri navali «non soldi, ma un contributo concreto per rendere più bella la festa» in termini di spettacolo e intrattenimento. E ora l’attenzione si sposta (anche) sui residenti. Certo, un ritorno alla cosiddetta “età dell’oro” - ammesso che sia mai esistita - è impensabile: da allora il tessuto sociale del quartiere è profondamente cambiato, nel frattempo è subentrata la crisi e l'organizzazione un rione di Carnevale è sinonimo di burocrazia e adempimenti vari. Ma ricreare quel senso di comunità, quella rete di rapporti umani non è impossibile.
O almeno, così la pensano i consiglieri e i volontari del Carnevaldarsena al lavoro per ricostruire il rapporto con chi vive in via Coppino e dintorni: rapporto non sempre sereno e qualche volta anche all’origine di tensioni e polemiche non tanto per la festa quanto per i comportamenti di chi - fortunatamente una minoranza - la frequenta. Intanto il Carnevaldarsena tende la mano. Una ripartenza che fa sperare che il 2017 sia davvero un buon anno.
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