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L’ortopedia versiliese è al top in Italia Il “grazie” di Manca
VIAREGGIO. L’ospedale Versilia al top in Italia. Merito di Mario Manca, primario di ortopedia e traumatologia a Lido di Camaiore e responsabile delle chirurgie dell’Asl Nordovest. Manca e la sua...
VIAREGGIO. L’ospedale Versilia al top in Italia. Merito di Mario Manca, primario di ortopedia e traumatologia a Lido di Camaiore e responsabile delle chirurgie dell’Asl Nordovest. Manca e la sua squadra hanno messo a segno un nuovo record per quanto riguarda la velocità delle operazioni successive alle fratture al femore: secondo l’Agenas, l’agenzia sanitaria delle Regioni, nel 2015 il 90% dei pazienti arrivati con un femore rotto al “Versilia” sono stati operati entro 48 ore. Nell’intero territorio nazionale - sempre secondo l’agenzia - soltanto tre ospedali hanno fatto meglio dei medici versiliesi: l’Istituto ortopedico Galeazzi di Milano (97%); il Santa Maria della Scala di Imola e la Fondazione Poliambulanza di Brescia (a quota 92%).
Manca, però, tiene a precisare di non essere il solo autore del record. «Se abbiamo raggiunto questo risultato - dice - è merito della collaborazione tra professionisti e di un percorso che ha raggiunto un’ottima efficienza. Un percorso che inizia dal nostro pronto soccorso, a cui arrivano i pazienti con il femore fratturato, passa per l’anestesista e finisce in sala operatoria». Tra l’altro, al “Versilia” ci sono sale dedicate in via preferenziale agli interventi chirurgici post-traumatici. Questo per velocizzare l’intera procedura. «Solo così - afferma il primario - si possono raggiungere percentuali come quelle che ci riconosce l’Agenas».
«Nel nostro ospedale - prosegue Manca - le operazioni al femore sono 370 all’anno. Ma questo tipo di attività non viene fatta a danno degli altri pazienti. Basti pensare che, in tutto, la nostra ortopedia esegue circa 3.000 interventi all’anno su 2.500 pazienti (in alcuni casi gli interventi vengono eseguiti su più punti del corpo della stessa persona, ndr). È chiaro che serve un equilibrio nell’organizzazione tra interventi chirurgici successivi al trauma e gli altri interventi». Ad esempio quelli per mettere le protesi, altro settore in cui il “Versilia” è altamente specializzato.
Oltre alle fratture al femore, l’ortopedia di Lido ha raggiunto ottimi risultati nella chirurgia della mano. «Siamo al trentesimo posto in Italia su questa specialità - spiega Manca - tra l’altro abbiamo cercato di semplificare il percorso di chi subisce infortuni di entità ridotta, o comunque non bisognosi di ricovero. Questi pazienti vengono “steccati”, come si dice in gergo, e rimandati a casa. Per essere richiamati nel giro di un giorno o due all’ospedale, dove verrà eseguito il vero e proprio intervento di ricostruzione. In questo modo evitiamo ricoveri impropri. E soprattutto teniamo liberi dei posti letto di cui hanno bisogno altri. Per quanto riguarda le attese dei ricoveri, fino ad oggi siamo riusciti ad evitare problemi particolari per chi arriva dal pronto soccorso. Appoggiandoci anche ad altri reparti dell’ospedale in caso di bisogno».
Se i risultati premiano Manca per il lavoro di ortopedia, la vera gatta da pelare per lui è l’organizzazione delle chirurgie dell’intera Asl Nordovest. Una delle situazioni più spinose riguarda la gestione della nuova senologia, che vedrà l’unificazione dei due reparti di Versilia e Lucca. A capo ci sarà il dottor Duilio Francesconi. Le pazienti versiliesi hanno paura che questo accorpamento provochi uno spostamento oltre il Quiesa di parte delle cure per i tumori al seno, a partire dall’intervento chirurgico. La nuova organizzazione della senologia verrà resa nota nei prossimi giorni. (m.t.)
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