Salt: solo rinviata la stangata sull’autostrada
Nel piano di Salt aumenti tariffari fino al 21%. Slitta l’approvazione da parte del ministero
VIAREGGIO. La stangata annunciata sui caselli autostradali non c’è stata. Ma è solo rinviata. A Capodanno le tasche degli automobilisti versiliesi si sono salvate, così come avvenuto negli ultimi due anni: le tariffe dei pedaggi su tutte le tratte che interessano il territorio e le zone limitrofe restano le stesse del 2015. Se si eccettua la novità della Bretella Viareggio-Massarosa, messa a pagamento un anno fa con un ticket di 1,30 euro. E polemiche a non finire.
La notizia dovrebbe far felici i pendolari abitudinari e non. Però l’impressione è che sia l’ultimo rinvio. E che nei prossimi mesi potrebbe scattare una vera e propria stangata, che recupererà i mancati introiti negli ultimi due anni della società concessionaria Salt.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14423065:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/11/16/news/pedaggio-piu-caro-gia-da-dicembre-sulle-autostrade-salt-1.14423065]]Dal 2015, infatti, gli aumenti sui pedaggi autostradali della Versilia sono congelati - termine quanto mai appropriato in questi giorni - se si esclude un 1,5% in più legato all’inflazione. Il motivo è legato a un braccio di ferro in corso tra la stessa società Salt, le colleghe italiane e il ministero dei Trasporti. E la cui sostanza è questa. Nel 2014 l’ex ministro Maurizio Lupi promise concessioni più lunghe per le società autostradali, in cambio di investimenti sulla rete - che lo Stato non è più in grado di fare in maniera massiccia - e di tariffe meno care. Una specie di soluzione della direttiva Bolkestein su quattro ruote. Il patto congelava, di fatto, gli incrementi annuali previsti, a patto di una concessione che per Salt sarebbe stata allungata dal 2019 al 2043. Quel patto, però, non sembra decollare. E ad oggi il ministro Graziano Delrio, che ha preso il posto di Lupi, non ha stabilito cosa fare. Tant’è vero che i privati si sono rivolti al Tar del Lazio, che ha dato loro ragione nell’ottobre scorso. Imponendo al ministero di approvare entro 30 giorni il piano economico-finanziario delle società autostradali. Tra cui, appunto, quello di Salt. Lì si prevede un rincaro dei pedaggi del 21% complessivo dal 2015 al 2019, anno di scadenza della concessione. Ma i trenta giorni sono passati e il piano non è ancora stato approvato. Non se ne conosce il motivo, né si conoscono i tempi che serviranno al ministero per concludere l’iter. Si sa solo che, al momento, tutto resta fermo nei cassetti di Roma. E così restano ferme anche le tariffe.
Ma il sollievo è relativo. Ad oggi la Salt, presieduta da Fabrizio Larini, ha un contratto di concessione con lo Stato che scade nel 2019 e che si basa tra le altre cose sul ticket da far pagare agli utenti. È improbabile che da qui ai prossimi due anni, quando cioè scadrà il titolo, la situazione resterà così. L’aumento ci sarà, anche se è da capire quanto andrà a pesare sulle tasche dei pendolari: è probabile che il ministero lo limiti in qualche modo, ma la Salt, come detto, pretenderà il recupero degli arretrati. E se il Governo darà il suo ok, saranno dolori per tutti quelli che usano A12 e A11 per spostarsi da e verso la Versilia.
@matteotuccini
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