Il presidio
Sea, Viareggio sceglie Fabrizio Miracolo
L’avvocato campano torna alla guida della azienda dei rifiuti con il no dei revisori dei conti e il parere richiesto all’Autorità anti corruzione
VIAREGGIO. Fabrizio Miracolo torna alla presidenza di Sea Ambiente, l’azienda dei rifiuti che vede insieme Comune e Publiambiente, e lo fa per volontà del sindaco Giorgio Del Ghingaro. Lo scontro con il Partito democratico torna incandescente e si gioca tutto sul fronte di Camaiore e della campagna elettorale che attende il sindaco Alessandro Del Dotto. «Sea Ambiente non è in regola con il Decreto Madia - è la prima dichiarazione di Miracolo al “Tirreno”, pochi minuti dopo aver accettato la nomina -. Decreto che non permette se non all’amministratore di avere deleghe. Se il primo gennaio l’azienda lavora con un consigliere delegato, lo fa contro la legge. Ed io non mi rendo complice di chi vuole fare propaganda». Il riferimento è preciso: Miracolo punta dritto su Alessio Ciacci, esperto riconosciuto in ambito internazionale in materia di riduzione dei rifiuti, già assessore dello stesso Del Ghingaro nell’amministrazione di Capannori.
L’argomento è stato trattato nell’assemblea dei soci Sea di ieri mattina. E l’amministratore delegato Alessia Scappini, espressione di Publiambiente, ha dichiarato che l’azienda si è dotata di un parare legale di uno studio di Roma, specializzato in diritto delle società partecipate. Secondo i legali interpellati, ha spiegato Scappini, lo statuto di Sea Ambiente è già a norma di legge rispetto al Decreto Madia.
Quella che non sarebbe a norma di legge, invece - secondo i revisori dei conti di Sea Ambiente (presidente è Luca Adelmo Lombardi) - sarebbe la nomina di Fabrizio Miracolo. Ai sensi del Decreto legislativo 39/2013, “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico” a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 190/2012. Nota come “legge Monti”, ma il cui titolo ufficiale è “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione”.
L’articolo 67 del Decreto 39/2013 stabilisce che «a coloro che nell'anno precedente siano stati presidente o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di Province, Comuni e loro forme associative della stessa regione, non possono essere conferiti incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di una Provincia, di un Comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti o di una forma associativa tra Comuni avente la medesima popolazione».
Sono questi i presupposti che hanno spinto i revisori dei conti di Sea a far mettere a verbale la necessità di segnalazione all’Autorità anti corruzione (Anac) del presidente Raffaele Cantone. Un “caso-nomine”, insomma, con caratteristiche analoghe a quello che si è abbattuto sulla Giunta di Virginia Raggi, a Roma.
Il sindaco Giorgio Del Ghingaro, nel corso dell’assemblea Sea, ha dichiarato di essere in possesso di un parere legale - che però non ha allegato al verbale - e di essere pronto a consegnarlo a Sea nel caso di segnalazione dell’azienda all’Anac.
Dal canto suo, Fabrizio Miracolo, respinge la circostanza dell’incompatibilità con queste parole: «La normativa cosiddetta “anti corruzione” è applicabile, con riferimento al mio caso, al presidente di enti di diritto privato a controllo pubblico “con deleghe gestionali dirette”. E non mi risulta di essere (né di aver avuto in passato) tali poteri. In ogni caso non vi sono norme applicabili alla mia situazione, nè in punto di inconferibilità, né di incompatibilità».
Per il Comune di Camaiore, parla il sindaco Alessandro Del Dotto: «Lo dirà l’Anac se la nomina di Miracolo è legale o no».
Mentre dall’assemblea di “Buonvento”, il movimento politico di Del Ghingaro e dalla rappresentanza sindacale azienda, per la Cgil Giuseppe Moriconi, ci tiene ad «esprimere la soddisfazione per la nomina di Miracolo e l’augurio di buon lavoro».
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