Il presidio
Scoperta la causa dell’acqua rossa in Arni
Trovata nel canale sostanza chimica contenuta nel Gpl, si cerca il serbatoio che l’avrebbe dispersa
STAZZEMA. Svelato – almeno in parte – il mistero del canale rosso di Arni. Era da mesi, infatti, che il fiume Turrite Secca per un tratto di circa duecento metri si era colorato di rosso ruggine e nelle ultime settimane emanava anche uno strano odore di gas. Si è scoperta la causa: nell’acqua è stato trovato del mercaptano (l’additivo utilizzato per dare odore al Gpl) che chimicamente accelera lo scioglimento del ferro contenuto nelle rocce (in questo caso quelle del letto del fiume). Tuttavia ancora non si è riusciti a capire da dove proviene questa sostanza: i vigili del fuoco e l’amministrazione di Stazzema sono a lavoro per scovare la fonte del problema.
L’ipotesi è che ci sia un vecchio serbatoio di Gpl sotterrato da qualche parte. Intanto è certo che non c’è nessun pericolo né per l’ambiente né per la salute dei residenti di Arni.
Il sindaco Maurizio Verona ha fatto anche controllare tutte le sorgenti, sia dell’acqua pubblica che delle sorgenti libere, e lì non c’è traccia di questa sostanza chimica. «È stata riscontrata la presenza di questa sostanza, soltanto nel canale, dalle analisi effettuate sia da Arpat che dal Cnr di Pisa – ha spiegato il primo cittadino di Stazzema – inoltre abbiamo fatto un incontro con i professori del Cnr e con Arpat; poi è intervenuta anche la società Eni gas».
Quest’ultima ha eseguito un sopralluogo mercoledì su tutta la rete del gas di Arni con le sue strumentazioni per controllare se ci fossero state perdite: il parere negativo ha escluso questa ipotesi. Perciò si è passati alla ricerca, insieme ai vigili del fuoco, di una bombola abbandonata: ci sono un paio di zone dove l’odore di gas è più forte. «Domani (oggi per chi legge) - ha detto il sindaco Verona - valuterò se fare un’attività straordinaria per capire se il fenomeno è dovuto a qualcosa sotterrato nei punti individuati». (t.b.g.)
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