Il presidio
La scommessa del mare d’inverno
Corchia (Federalberghi): lavoriamo di più. Giampaoli (Confesercenti): unire le forze
VIAREGGIO. Quella sul Capodanno rischia di essere una vera e propria guerra in cui si scontrano gli attori del comparto turistico; schierati tutti contro un nemico comune: la bassa stagione. La medicina per combatterla sembra conosciuta ma pare sia difficile da mandar giù: «Se si offrono servizi aggiuntivi ai pacchetti alberghieri e un’offerta di eventi di spessore la gente viene - dice Paolo Corchia di Federalberghi - l’anno scorso andò bene e quest’anno ci sono i presupposti per replicare ma bisogna lavorare di più perché è ciò che c’è nel territorio che crea attrattiva. I segnali sono incoraggianti perché ci sono prenotazioni e chi è aperto lavora. Sia al Forte che a Pietrasanta ci sono eventi che possono essere di richiamo ma ancora si deve lavorare. Stiamo andando nella direzione giusta, anche Lido si sta muovendo, ma si deve fare di più perché è incomprensibile come un territorio bello più della Costa Azzurra non riesca a decollare fuori dall’estate».
Proprio il sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, è uno dei grandi sostenitori della destagionalizzazione e la sua grande mostra su Salvador Dalì è un risultato, anche in termini di presenze.
«A mio parere le cartucce migliori andrebbero sparate d’inverno - dice il primo cittadino - tutti gli eventi più importanti non vanno fatti d’estate: è il segreto di Pulcinella e io invito i miei colleghi amministratori a fare lo stesso. D’estate il mare dà una mano al turismo, il resto dell’anno siamo scoperti. A me piacerebbe, per esempio, fare una Versiliana da ottobre a marzo. Poi ci vuole, ovviamente, la sinergia di tutte le amministrazioni. L’obiettivo comune dovrebbe essere Versilia tutto l’anno».
Ma così non è. E anche da parte dei commercianti il malcontento si sente: Esmeralda Giampaoli di Confesercenti è molto critica: «Bisogna creare un calendario di eventi significativi - dice - solo questo può creare una flessione nel turismo invernale. Ci sono molti piccoli eventi, tutti molto carini se presi singolarmente ma nessuno che abbia un appeal tale da spostare di molto il flusso di coloro che si prendono qualche giorno di vacanza in questo periodo. La festa in piazza è una cosa “domestica” che porta in strada le persone del posto: ce ne sono tante sparse in tutta Italia. Il problema degli spostamenti durante le feste natalizie inoltre è un male che sta colpendo tutta l’Italia e noi ne paghiamo ancora di più le conseguenze perché siamo molto piccoli e frammentati. Non c’è unità tra gli operatori».
Pochi eventi, dunque, e di scarso pregio, ma non solo: nessun coordinamento tra chi opera nel settore. Piero Bertolani di Confcommercio ha le idee chiare: «L’unico modo per smuovere la situazione è organizzare già dai primi mesi del 2017 un tavolo con tutti gli operatori e le amministrazioni per preparare già dai primi mesi dell’anno un Natale con i fiocchi».
(cbm)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
