Il Tirreno

Versilia

A Forte dei Marmi non convince il piano aggira-Bolkestein

Solo dodici bagni su cento hanno presentato domanda con i lavori necessari a rinnovare la concessione

3 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. Quello che è stato impropriamente ribattezzato il piano aggira-Bolkenstein miete grandi successi dalle parti di Lido di Camaiore ma non trova altrettanta credibilità in altre zone del comprensorio, a cominciare dalla capitale vip della Versilia, quella Forte dei Marmi dove sono appena una quindicina su cento stabilimenti balneari le richieste avanzate al Comune per ottenere una nuova concessione fino al massimo di vent’anni di durata sulla base di investimenti per lavori fatti o da fare nello stabilimento balneare. E se a Lido di Camaiore si parla di un abbondante 80% di bagni che hanno intrapreso questa strada qui la percentuale crolla vistosamente. Non solo, al Forte nessuno ha finora tagliato il traguardo con la stipula dell’atto formale e il rilascio finale della nuova concessione. E di certo se ne parlerà nell’anno nuovo. Ci sono solo due domande più avanti delle altre nell’istruttoria e che – stando alle indiscrezioni - potrebbero anche non ricevere i vent’anni agognati con cui rinviare ogni conto ulteriore con la Direttiva Bolkenstein. Insomma si ha netta la sensazione che al Forte le valutazioni sugli investimenti da fare siano state e saranno molto rigorose e che non sarà facile, com’è avvenuto altrove, strappare sempre e solo i canonici quattro lustri.

«Sicuramente la procedura adottata a Forte dei Marmi è più severa e scrupolosa – si lasciano andare ufficiosamente in municipio - e viene fatta un’accurata valutazione degli investimenti o degli ammortamenti ancora da fare per decidere quanti anni dare di nuova permanenza sul demanio marittimo dello stabilimento balneare richiedente».

Cosa abbia indotto così poche adesioni in questo ultimo anno però è da capire e abbiamo chiesto il parere di Francesco Mattugini presidente dei balneari fortemarmini. «Non bisogna fare confronti diretti con altre realtà – spiega il presidente Mattugini - altrove, ad esempio, c’è stato un forte impulso anche da parte del rispettivo Comune verso questo tipo di soluzione, che però non è affatto una proroga della vecchia concessione ma ne prevede il rilascio di una nuova con un atto formale, fatto questo che non è nemmeno escluso possa suscitare anche future contestazioni, visto che la materia è basata su una vecchia legge e l’intera materia è tuttora in ebollizione fra sentenze e disegni di legge in predicato. Ad ogni modo qui al Forte come del resto a Viareggio e anche a Marina di Pietrasanta è stata lasciata libertà di decisione totale ai concessionari e non poteva essere altrimenti visto che sono in ballo investimenti importanti da fare per poter aspirare a una nuova concessione di durata massima ventennale. Ognuno si è dunque misurato con la propria realtà aziendale. E credo - conclude Mattugini - che la questione abbia interessato soprattutto chi i lavori li avevi già fatti e doveva ancora ammortizzarne le spese oppure chi li doveva fare e quindi aveva una certa convenienza a tentare questa strada».

Va detto, infine, che almeno al Forte, tra i pochi stabilimenti balneari che hanno chiesto questa procedura ce ne sono alcuni interessati, ormai da qualche mese, a passare di mano. (r.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web