Il presidio
La promessa: Ittico pronto tra un anno e mezzo
Il sindaco Del Ghingaro davanti alle telecamere di “Striscia la notizia” La costruzione dell’opera, ferma dal 2012, è stata passata alla Regione
VIAREGGIO. È la grande incompiuta di Viareggio, immortalata ora anche delle telecamere di “Striscia la notizia”. Immagini che parlano da sole: il nuovo mercato ittico, completamente abbandonato dal 2012, inzuppato d’acqua che scola nelle fondamenta. Doveva essere la speranza della Marineria viareggina, è diventato l’esempio del sistema-lavori pubblici a Viareggio. Di fronte alle telecamere Mediaset il sindaco Giorgio Del Ghingaro nel giorno del suo matrimonio annuncia: «Ci sarà un bellissimo mercato ittico nuovo di zecca...diciamo tra un anno e mezzo...».
Ma vediamo che cosa accaduto dal 2012 ad oggi.
Il fallimento Quadrifoglio. Il finanziamento della Regione Toscana è datato 2007: 2,5 milioni. L’affidamento dei lavori arriva, però, solo nel 2011. Quattro anni di progettazioni pubbliche e private, con gli incentivi per i dipendenti dell’ufficio lavori pubblici - all’epoca diretto dall’ingegnere Riccardo Raffaelli - liquidati per intero nel corso della prima fase. Una delle questioni che attirerà l’attenzione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca che sui lavori pubblici viareggini inizieranno ad indagare, fermati poi dal no del giudice per le indagini preliminari a perquisizioni ed intercettazioni richieste dal pm Fabio Origlio. Nel 2012 l’impresa Quadrifoglio Scavi che si era aggiudicata l’appalto fallisce. L’opera resta come è oggi.
L’amministrazione Betti. A riprendere i lavori ci prova l’amministrazione di Leonardo Betti, Il cui assessore ai lavori pubblici, Laura Servetti (oggi nella Giunta Del Ghingaro), modifica radicalmente la macrostruttura dell’Ente pubblico, sottraendo a Riccardo Raffaelli il completamento dell’opera. Che passa nelle mani del dirigente del Suap, Vincenzo Strippoli. Il quale, sentito dai carabinieri, consegna la lettera - avente ad oggetto “Impedimenti alla prosecuzione dei lavori presso il nuovo mercato ittico” - che lo stesso Betti invia a Raffaelli il 4 dicembre 2013 intimando la consegna all’ufficio di Strippoli del materiale relativo al primo lotto di lavori. Il tira e molla andrà avanti per mesi.
Il calderone. È il 16 marzo 2015 e Riccardo Raffaelli compare di fronte al Gip Silvia Mugnaini. Nelle indagini dei carabinieri sono saltati fuori trecentomila euro che - sono le parole del Gip - «ballano un po’...». Raffelli conferma: «Che ballano...esatto...». Segue spiegazione di come fosse prassi del Comune di Viareggio destinare i fondi vincolati alla spesa corrente, pratica contestata più volte come illecita dalla Corte dei Conti. Il Gip riassume: «Il problema è quello: che quando c’è un’erogazione, anche importante, se entra va nel calderone delle necessità del Comune». I 300.000 euro, dunque, sono spariti nel calderone. E nessuno ritiene che il denaro pubblico sparito richieda l’individuazione di responsabilità.
La scelta di Romeo. All’amministrazione Betti subentra il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo: il Comune in dissesto non può anticipare le somme per l’opera. Per cui Romeo tratta con la Regione e restituisce i lavori a chi li finanziò.Oggi. L’amministrazione di Giorgio Del Ghingaro, nel febbraio 2016, sigla un protocollo d’intesa con la Regione del presidente Enrico Rossi, comprendente anche l’impegno a verificare «il ricorrere delle condizioni per pervenire ad uno specifico accordo finalizzato alla realizzazione dell'opera e alle successive modalità di gestione». Il dirigente della Regione, Adriano Poggiali, prepara una bozza di convenzione della quale in Municipio non c’è traccia. Intanto, Poggiali è andato in pensione. L’Ente che dovrebbe dare il via alla gara dovrebbe essere l’Autorità portuale regionale. Il cui segretario, Fabrizio Morelli, al “Tirreno” risponde: «Noi siamo terzi in questa vicenda». Il commissario prefettizio Fabrizio Stelo, nei pochi mesi di governo, ha chiesto alla Regione un tavolo di confronto sui finanziamenti per Viareggio. Ma di incontri non ce ne sono stati.
Tra gli elementi raccolti dal cronista nel fare l’ennesimo punto della situazione, infine, anche quello di un’indagine della Corte dei Conti sulla realizzazione della struttura. Diventata una patata troppo bollente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
