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Gli atti precedenti al 2016 non sono più on line
VIAREGGIO. Scomparse, sparite, volatilizzate: determine e delibere del Comune di Viareggio prima del 2016 non sono più disponibili sul sito dell'Ente pubblico. Il decreto legislativo 33/2013...
VIAREGGIO. Scomparse, sparite, volatilizzate: determine e delibere del Comune di Viareggio prima del 2016 non sono più disponibili sul sito dell'Ente pubblico. Il decreto legislativo 33/2013 (“Riordino obblighi pubblicità e trasparenza”) prescrive: «La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni per favorire un controllo diffuso sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche. Concorre all'attuazione del principio democratico e dei principi costituzionali di eguaglianza, buon andamento e responsabilità; è condizione di garanzia delle libertà e dei diritti, integra il diritto ad una buona amministrazione”. Per “pubblicazione” - prosegue la norma - «si intende la pubblicazione nei siti istituzionali dei documenti, delle informazioni e dei dati, accessibili direttamente ed immediatamente da chiunque, senza autenticazione ed identificazione».
Questo, per il Comune di Viareggio, è valido solo dal 2016 in poi. Come spiegano al Centro elaborazioni dati (Ced): «Ci sono state delle lamentele. Perché spesso gli atti disponibili nel sito erano diversi da quelli ufficiali, reperibili presso la segreteria generale dell’Ente». Quindi, il problema non è stato risolto con un semplice “clic”, magari obbligatorio, su una dicitura che spiegasse la non ufficialità della documentazione on line. Così da mettersi al riparo dalle contestazioni. È stato risolto cancellando tutto. Come chi abbia un vicino “sbricioloso” dal piano di sopra e decida che il modo migliore per risolvere il problema sia ucciderlo e far scomparire il corpo.
Già. Perché la non corrispondenza tra gli atti on line e quelli ufficiali era un elemento messo in evidenza nell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca “inciampata” nel no ad archiviazioni ed intercettazioni da parte del giudice per le indagini preliminari. Così come lo sono state le troppe determine in bianco, denunciate anche da amministratori ascoltati dagli inquirenti, e finite negli atti della commissione di indagine del consiglio comunale (amministrazione Betti). Vicende delle quali l’assessore Laura Servetti, oggi con delega - tra l’altro - anche a “semplificazione amministrativa e Ufficio relazioni con il pubblico” è stata protagonista attiva. Oggi, però, di semplificato c’è ben poco: «Gli atti ante 2016 vanno richiesti in segreteria generale», è la risposta del Ced. Invece che con un semplice clic da casa o dall’ufficio, come è stato per anni.
Donatella Francesconi
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