Il Tirreno

Versilia

Cacciatori sparano a un capriolo e lo abbandonano in strada

di Cesare Bonifazi
Cacciatori sparano a un capriolo e lo abbandonano in strada

Cacciatori in azione vicino alle abitazioni nella frazione di Piano di Conca a Massarosa. L’animale è stato portato agonizzante dal veterinario ma non è arrivato vivo

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MASSAROSA. Un paio di spari vicino a una casa di Piano di Conca ha risvegliato dal torpore delle feste natalizie alcuni cittadini di Piano di Conca che hanno trovato davanti alla porta di casa una sorpresa raccapricciante. Un giovane capriolo era stato colpito all’addome ed era agonizzante proprio davanti alla porta. L’animale però non è riuscito a sopravvivere.

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È successo il giorno della vigilia di Natale: un cittadino della frazione, trovandosi davanti un simile spettacolo, ha chiamato la Vega soccorso, l’associazione che di preoccupa di prestare soccorso agli animali, i carabinieri e forestale. Il capriolo è morto durante le operazioni di recupero ed è stato inutile il ricorso alla dottoressa veterinaria Nicoletta Corrieri. Pare infatti che il giovane esemplare di ungulato sia arrivato nel tavolo della dottoressa già morto. Come da prassi, è stato portato al’inceneritore per lo smaltimento.

Tra le ipotesi sul responsabile si sospetta che possano esserci dei bracconieri, dato che l’animale è stato trovato vicino alle case, un luogo che presumibilmente non dovrebbe essere terreno dedicato alla caccia. Nel caso venga verificata questa ipotesi, potrebbeto scattare delle sanzioni. In Italia infatti esiste una legge che detta le regole sulla caccia, prevede degli obblighi da rispettare e quindi della sanzioni per chi li viola.

Il reato si configura nel momento in cui si va a caccia muniti di fucile, senza detenere un regolare porto d’armi; oppure si eserciti questo sport in una zona protetta o a scapito di specie animali in via di estinzione. Vengono punti anche i mezzi considerati illegali, come ad esempio le tagliole. In alcuni casi al reato di bracconaggio si somma anche quello di furto perché la fauna è considerata proprietà dello Stato. La pena prevista in genere consiste in una multa pecuniaria, determinata in base all’infrazione commessa, e una sospensione del porto d’armi, qualora posseduto.

L’episodio, oltre a scatenare lo sconcerto nella frazione ha anche provocato numerose reazioni di persone su Facebook che condannano apertamente la condotta del sedicente cacciatore e c’è anche qualcuno che fa dell’ironia: «È vergognoso - scrive Valerio Giusti - non solo quello che hanno fatto a questa povera creatura, ma anche fare dell’ironia sull’accaduto. Sono degli incivili, questa è la verità». In molti si domandano come sia possibile che i cacciatori si siano spinti così vicini alle abitazioni dove, soprattutto in questo periodo di vacanze, ci sono molti bambini.

 

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