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A tutti noi mancherà il suo fioccone al collo

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Marialina Marcucci: «Se ne va un pilastro della manifestazione»

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Compagni di partito e avversari politici, rappresentanti delle istituzioni e amici. Sono davvero in tanti a ricordare Elio Tofanelli nelle sue infinite sfaccettature.

Fra i primi ad esprimere il cordoglio non poteva che esserci la Fondazione. «Durante il suo mandato - si legge in una nota - ha portato "la tradizione verso il futuro" come amava ripetere in uno dei suoi slogan più efficaci. È stato lui, infatti nel 1999, a posare la prima pietra della Cittadella, che ha poi inaugurato il 15 dicembre 2001. A tempo di record la sua presidenza ha visto concretizzarsi la grande fabbrica del carnevale di Viareggio, l'opera pubblica più bella e importante realizzata in Toscana negli ultimi decenni. Figlio di Fernando Tofanelli, che guidò il difficile Carnevale della rinascita dopo la guerra, nel 1946, da sempre ha vissuto con profonda, passione, dedizione e competenza il carnevale di Viareggio, sia da amministratore che da politico. Da un lato innovatore, dall'altro custode delle tradizioni, ha saputo, nel corso della sua lunga presidenza, valorizzare l'arte, le tradizioni e il patrimonio culturale del Carnevale. In segno di riconoscenza la Fondazione gli ha assegnato nel 2015 e nel 2016 due premi speciali, il Sargentini e il Cravache, per aver esaltato la "magia del Carnevale" come amava ripetere».

«Con Tofanelli se ne va uno dei pilastri del Carnevale di Viareggio che ha fatto grande questa che non è solo una straordinaria manifestazione culturale e artistica, ma un vero e proprio modo di essere della città e dei suoi cittadini - aggiunge la presidente della Fondazione Marialina Marcucci - Viareggio lo ricorderà per sempre».

Anche il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha subito espresso il dolore della città: «Viareggio oggi piange la scomparsa di Elio Tofanelli - sono le sue parole - Tofanelli lascia il ricordo di una persona per bene, impegnata nella vita sociale della città: un uomo della sinistra non solo viareggina, dirigente sportivo, amministratore. E’ stato al vertice della Fondazione Carnevale per 10 anni: indimenticato 'presidentissimo' con il fiocco enorme al collo e 'la magia del Carnevale' nel cuore. Come primo cittadino mi unisco al dolore della famiglia ed esprimo profondo cordoglio a nome mio e di tutta l’amministrazione».

La senatrice Manuela Granaiola, nel fare le condoglianze alla famiglia, lo ricorda soprattutto «come animatore e uomo profondamente legato alla storia ed alla cultura del nostro carnevale».

Anche il Pd non fa mancare la sua voce. «Non più tardi di qualche mese fa - si legge in una nota - Elio Tofanelli ha partecipato ad un'assemblea degli iscritti del Pd di Viareggio. E' intervenuto nel dibattito e poi ha salutato tutti perché non poteva rimanere fuori a lungo. Lo abbiamo salutato con un applauso. Lo stesso con cui vogliamo accompagnarlo oggi nel suo cammino ultraterreno. Un compagno, un amico che non sarà dimenticato. La passione politica ha percorso tutta la sua vita, nelle stanze del Pci, poi Pds, Ds, poi Pd. Nei banchi del consiglio comunale, nel ruolo di assessore o di semplice consigliere.Un'analisi lucida e una voce critica nei diversi scenari politici lo contraddistinguevano. Un'ironia garbata e tagliente ma senza malevolenza o aggressività».

Lo ricorda con parole di affetto anche Paolo Puccinelli del Pci di Viareggio: «Di lui ho sempre apprezzato, pur con le inevitabili differenze di posizione che ogni tanto si sono manifestate, la grande capacità politica e organizzativa, l'entusiasmo e lo spirito di servizio con i quali affrontava ogni singolo impegno politico e pubblico e anche relativamente al mondo del calcio cittadino. Siamo stati fianco a fianco in Consiglio comunale e nel Consiglio d'indirizzo della Fondazione Carnevale e sempre i nostri rapporti sono stati caratterizzati dal rispetto e la stima reciproca».

E anche l’Anpi - l’Associazione dei partigiani - si unisce al cordoglio di una città intera: «Ricordiamo Elio come brioso e solare Presidente della Fondazione Carnevale, come autorevole esponente della sinistra storica viareggina, come membro della Croce Verde. Iscritto da sempre all'Anpi è stato attivo partecipe della vita dell'associazione come membro nel Comitato di sezione. Per diversi anni ha curato il tesseramento con ottimi esiti. Ci mancheranno i suoi interventi, le sue battute, la sua passione civile, il suo affetto per Viareggio».

Dalla politica al mondo del Carnevale. Con il ricordo dell'associazione Carnevaldarsena che lo ricorda come «amico del Rione Darsena che amava definire "il secondo Carnevale d'Italia". Lo ricorderemo sorridente, il grande papillon al collo, come nostro presidentissimo innamorato di Burlamacco».

Particolarmente toccante il ricordo di Alessandro Santini, ex presidente della Fondazione, che ha affidato a una lettera aperta il suo saluto a Tofanelli. «Ciao Presidente - scrive - il mio Presidente, quello che nel 1994 ebbe il coraggio/colpa di farmi entrare a lavorare in Fondazione, quello che mi fece nascere la voglia di fare, di sognare, di seguire quel profumo e quella scia di vera e propria follia che ti prende dentro a Carnevale. Hai rappresentato per la mia generazione la manifestazione più bella, il tesoro più grande che abbiamo, il gioiello più importante che c'è rimasto. Lo hai gestito, rappresentato, scritto e diretto proprio come volevi tu e proprio come eri tu: carattere forte e deciso, burbero ma solare, deciso e diretto. Ho fatto un grave errore - ammette Santini - e ti ho pubblicamente chiesto scusa per come fu fatta finire la tua Presidenza. Ne parlammo con schiettezza e onestà in una diretta televisiva dove giustamente ti chiesi scusa: la Storia del Carnevale non andava trattata così. Il rispetto e l'educazione devono sempre muovere le persone per bene e tu mi sei stato Amico e mi hai perdonato».

Anche Massimiliano Baldini (Movimento dei Cittadini per Viareggio e Torre del Lago) ha voluto salutare Tofanelli sull'onda dei ricordi personali. «La scomparsa di Elio Tofanelli è per me un dolore - scrive - perchè Elio era una persona alla quale volevo bene, era un politico che ero solito ascoltare con attenzione sui temi più importanti della città. Per me, da bimbetto, ai tempi del blocco comunista era l'allenatore dell'"odiatissimo" Dukla, ben diverso dal Marco Polo di mio zio. Il Dukla di Tofanelli era il parente viareggino del Dukla di Praga, quello vero che vinceva i tornei di Viareggio e che - anche in quel caso - era per me l'avversario della Fiorentina».

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