Il Tirreno

Versilia

«Viareggio Porto, concessioni alla Regione»

La richiesta della Filcams-Cgil arriva nel bel mezzo dell’iter deciso dal Tribunale per la società pubblica

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VIAREGGIO. La Filcams-Cgil esprime «forte preoccupazione per il destino della Viareggio Porto in liquidazione e della relativa occupazione, messa in vendita per l'intero complesso aziendale ma la cui asta, il 20 dicembre scorso, è andata deserta».

Non sono chiari i motivi per i quali l'asta è andata deserta, continua la nota del sindacato, «assente anche la società "Porto Viareggio Partecipazioni Srl" costituita nel 2015 : forse per il prezzo troppo alto. Non dimentichiamo che la valutazione della società fatta dal Tribunale e quindi la base d'asta è circa un terzo del valore a cui nel 2007 è stato venduto il 48% delle sue azioni (il valore nel 2007 era di 21 milioni ora di 3,3 milioni). Certo è che la strada dei ribassi non è la strada che possiamo condividere, con lo spettro di possibili speculazioni oppure del fallimento se andrà a vuoto la prossima asta. Mettendo a rischio anche l'attuale occupazione che da anni e con grande impegno e professionalità svolge un importante ruolo nelle attività specifiche della Viareggio Porto».

A questo punto - secondo il sindacato di categoria - «serve un'inversione di rotta. La Regione Toscana ha assunto un ruolo importante approvando una specifica legge che conferisce all'Autorità Portuale la facoltà di riprendersi le concessioni e di gestire in forma diretta l'approdo turistico dato il suo valore strategico. Ma non possiamo aspettare che la società fallisca per avere questo intervento e nemmeno auspicare che a suon di ribassi si eviti il fallimento. Perché per noi è auspicabile un intervento pubblico di rilancio e riqualificazione del porto di Viareggio sulla nautica e turismo».

La Regione e con lei le altre istituzioni locali «debbono intervenire subito riprendendosi le concessioni e gestendole attraverso l'Autorità Portuale, garantendo in questo modo l'occupazione e il valore strategico che ha il porto turistico per la città di Viareggio. Perché una gestione pubblica infatti può veramente esercitare un ruolo determinante nel progetto di rilancio di questo settore per la nostra città».

Tutto bene, se non fosse che c’è un procedimento in corso che la legge affida al Tribunale fallimentare. E che qualsiasi inversione di rotta, di qualsiasi tipo, rischia di finire per essere un’ingerenza indebita in un’asta, con il rischio della turbativa. Alla norma Viareggio pensa troppo spesso di potersi sottrarre, come si dice, in nome della politica che arriverebbe anche dove i tecnici non arrivano. Ma non è certo il massimo ascoltare tanti che di fronte a questa gara, legittima per normativa ed eventi che hanno coinvolto la società interamente pubblica, commentano «ma chi si mette contro la Regione...». (d.f.)

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