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Bando per l’addetto stampa sotto tiro

Bando per l’addetto stampa sotto tiro

Contestato dalle opposizioni, secca replica del sindaco Tarabella

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SERAVEZZA. Nuovo bando per un addetto stampa alla Fondazione Terre Medicee, e scoppia di nuovo la polemica (stavolta molto più aspra). L’ente che gestisce il patrimonio Unesco di Palazzo Mediceo ha riformulato il bando, con scadenza il 27 dicembre. Ma per la minoranza – e il caso è stato sollevato anche in Regione con un’interrogazione di Lega Nord e Fratelli d’Italia – la Fondazione ancora una volta ha dato «scarso interesse alla diffusione della notizia», ha criticato il gruppo di Patto Civico. Stessa accusa è stata mossa anche dall’ex candidato di Idee in Comune di Cavirani, Francesco Speroni: «Due bandi sostanzialmente identici – ha scritto Speroni - pubblicati nel giro di così poco tempo e pubblicizzati (poco) solo sui siti istituzionali».

Eppure il fatto in sé è un atto legittimo della Fondazione, quello di assumere un addetto stampa. Come ha spiegato il sindaco Riccardo Tarabella «pensare che un ente come la Fondazione Terre Medicee e un Comune come quello di Seravezza non debbano avvalersi di strutture professionali per informare circa le proprie attività è letteralmente fuori del tempo. Limitandoci alla Versilia, non esiste ente di questo tipo e di questo livello che non sia dotato di un ufficio stampa». Ma il timore delle minoranze è un altro: che – come già sta succedendo con l’intenzione di assumere un capo gabinetto – sbarchino in questi ruoli i “fidati” del primo cittadino. E così si è sollevato il coro di proteste dei consiglieri di opposizione.

Il primo bando – stralciato - era stato promosso il 12 ottobre con scadenza il 28. «Da subito il Patto Civico, per voce dei consiglieri comunali Giorgi e Greco, ne ha chiesto il ritiro – scrivono in una nota Andrea Giorgi e Vanessa Greco - trattandosi di un bando importante, dell'importo di circa 100mila euro in 5 anni, abbiamo chiesto una nuova formulazione che correggesse alcune condizioni previste». Ma, sempre secondo Patto Civico, è «sostanzialmente identico al precedente senza pubblicità diffusa e con scadenza 27 dicembre: 15 giorni, inclusi Natale e Santo Stefano».

E per Giorgi e Greco ancora una volta sarebbe tutto da rifare: «Non un articolo sulla stampa, non c'era l'interesse pubblico affinché vi fosse la massima pubblicità dell’avviso?», si domandano.

Il caso è stato portato anche in consiglio regionale da Giovanni Donzelli (FdI) e da Elisa Montemagni di Lega Nord, sollecitati dai consiglieri di Seravezza Elena Luisi e Riccardo Cavirani. Ai quattro, Tarabella ha risposto con una nota spiegando che il bando della Fondazione «è stato ripresentato a seguito di un confronto con l’Ordine regionale dei giornalisti e con la volontà di portare a compimento la procedura nel modo più corretto. Nella prima stesura del bando l’Ordine aveva ravvisato un passaggio non del tutto corretto riguardante i compiti da assegnare all’ufficio stampa (essi devono essere esclusivamente di tipo “informativo”). L’Ordine ha suggerito quindi di modificare il testo e ripresentare il bando, dando così a tutti la possibilità di partecipare, anche a chi a causa della precedente formulazione poteva aver rinunciato a farlo».

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