Il Tirreno

Versilia

Stangata in arrivo per centinaia di aziende

di Luca Basile
Stangata in arrivo per centinaia di aziende

Maxi bollette dalla Regione per l’utilizzo dell’acqua attinta dai pozzi artesiani Protesta il Consorzio delle aziende marmifere: «È inaccettabile»

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PIETRASANTA. C’è chi si è visto recapitare una bolletta per un importo 10 volte maggiore rispetto a quello precedente e chi, a poco più di una settimana dalla scadenza dei pagamenti, ancora non sa quanto dover liquidare a chi quelle stesse bollette le ha inviate: la Regione. Sta di fatto che i canoni applicati dalla stessa Regione sul consumo di acqua dai pozzi artesiani, presenti in centinaia di ditte del territorio, hanno avuto un’impennata da record. «Mediamente le aziende spenderanno 5 volte di più rispetto al 2015 ma l’invio delle bollette in questione, via posta ordinaria o Pec, ad oggi è ancora incompleto e quindi non riusciamo ad avere un quadro attendibile. E questo metodo è inaccettabile» fa sapere Agostino Pocai, presidente del Cosmave, il consorzio per lo sviluppo dell'attività marmifera della Versilia che fa da riferimento a 51 aziende e che aggiunge: «Le associazioni di categoria hanno già preso i contatti del caso ma i tempi ristretti e la scarsa chiarezza intorno alla questione, rendono la nostra azione non semplice. Mediamente una ditta che spendeva per utilizzare l'acqua dai pozzi 650 euro a fine anno, oggi deve versare 3250 euro. Ovviamente stiamo parlando di un canone che non riguarda solo il lapideo, ma tutte quelle aziende che hanno appunto a disposizione un pozzo da cui attingere l'acqua. Di questo aumento avevamo genericamente sentito parlare nei mesi scorsi, ma poi era calato il silenzio sulla procedura d'invio delle bollette, fino appunto a questi giorni. La Regione è soggetto di riferimento a partire da quest’anno, ma fino al 2015 era la Provincia ad occuparsene. E proprio con la Provincia era stato concordata anni fa un'intesa per calmierare un tariffario che si applica, stando alle norme, in proporzione ai metri cubi consumati. Come Cosmave siamo a disposizione di tutte quelle aziende che si trovano ad affrontare questa problematica».

Perplesso Fabrizio Rovai, consigliere del Cosmave. «Stiamo chiudendo un anno difficile per il settore lapideo, con un forte rallentamento nei fatturati e il 2017 si prospetta generoso per incertezze: in un contesto così difficile la Regione decide di quintuplicare i canoni dei pozzi. È incomprensibile e quindi ci sembra doveroso capirne i motivi e valutare tutte quelle azioni finalizzate a rivedere un'applicazione di tariffa fuori dall'ordinario».

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