Il Tirreno

Versilia

L’antico Dolium è tornato a nuova vita

di Donatella Francesconi
L’antico Dolium è tornato a nuova vita

Fu recuperato dai fratelli Policardi nel 2013 e portato a riva a bordo del “Leonarda madre”

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VIAREGGIO. C’è tutto lo spirito di chi va navigando nelle parole del comandante della Capitaneria, Davide Oddone: «Il mare qualche volta prende e a volte dà...». In piedi, al suo fianco, Antonio e Giovambattista Policardi, i pescatori che - nel maggio 2013 - recuperarono nelle acque davanti al porto di Viareggio, ad una profondità di circa 400 metri, il "Dolium vinario" risalente ad un periodo compreso tra il 50 avanti Cristo ed il 50 dopo Cristo. Antonio in mare ha perso due figli, Fortunato (40 anni) e Gianni (35), nel 2003. Oggi anche i “ragazzi” Policardi erano lì, rappresentati dal terzo fratello, Davide, sopravvissuto alla tragedia insieme al padre.

Tutti visibilmente commossi, come quel giorno di maggio in cui a bordo del peschereccio “Leonarda madre”, dal nome della mamma di Antonio e Giovambattista, hanno tirato su nelle reti il reperto archeologico. Una vita in mare, una barca costruita su misura con la massima resistenza, l’abilità di chi ne ha viste tante: tutti ingredienti che hanno contribuito al buon recupero dell’antico “Dolium”. Un riconoscimento che ieri è arrivato ai fratelli Policardi - a Viareggio da Lampedusa ai primi degli anni Sessanta - anche da Emanuela Paribeni, intervenuta alla cerimonia in rappresentanza della Soprintendenza. Perché il ritrovamento - ha spiegato Giulio Ciampoltrini, anche lui della Soprintendenza, «è un’altra conferma delle tesi che la navigazione di questi prodotti avveniva tutta lungo la costa». Un tassello nella grande storia commerciale dell’Italia di epoca romana. Nella quale si inserisce la caduta in mare del grosso contenitore presumibilmente a seguito del naufragio di una nave oneraria di epoca romana, lungo le linee di traffico marittimo tra Costa Tirrenica, Gallia e Spagna.

A fine gennaio 2016 sono iniziate, nel Cantiere delle navi antiche di Pisa-San Rossore, i lavori di restauro affidati a ditte specializzate. Intervento che è stato possibile grazie al contributo erogato dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca.

Oggi il “Dolium” (altezza 160 centimetri, diametro 150 centimetri, capacità stimata circa 1.800 litri) tornato a nuova vita, è ben visibile a tutti nel cortile della Capitaneria di porto di Viareggio, dove sarà visitabile anche dalle scolaresche che vorranno vederlo e che già si sono fatte avanti.

«Viareggio ha bisogno di cultura», sono state le parole del Prefetto Giovanna Cagliostro, «e questo recupero è stata un’operazione in questo senso».

«A vederlo qui - sono le parole di Antonio Policardi - mi sembra come che si sia chiuso un ciclo. È un simbolo che resta alla città e non potevamo essere più felice in questa giornata, noi che questa città l’abbiamo scelta per vivere e lavorare una vita intera proprio in mare».

Quando la bandiera si alza a scoprire il “Dolium” e risuonano le note dell’inno della Marina, in un bagliore di sole sull’attenti stanno anche Fortunato e Gianni,

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