Il Tirreno

Versilia

Pioppogatto, appalto fermo per la verifica antimafia

di Donatella Francesconi
Pioppogatto, appalto fermo per la verifica antimafia

Si tratta della gara che scadeva a metà agosto per affidare lo smaltimento del combustibile solido per 65.000 tonnellate l’anno al prezzo di 7,5 milioni

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Il sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, presenterà mercoledì l’esposto relativo al contratto dei Comuni con Versilia Ambiente (Vera), la società costituita da Sea Ambiente e Sea Risorse e che avrebbe dovuto essere operativa sull’emergenza che si era creata con l’addio di “Veolia” alla Versilia e lì è rimasta - come sottolinea Mallegni - a gestire servizio, impianto e gara d’appalto milionarie senza avere a sua volta mai avuto un affidamento mediante gara, selezione o qualsiasi altro termine si preferisca per indicare una procedura pubblica e trasparente.

A proposito di appalti che Vera affida, un anno fa proprio un’inchiesta del “Tirreno” mise in luce come non vi fosse alcuna delle società con le quali “Vera” trattava con avesse al proprio attivo un contenzioso con la giustizia. Dal Nord al Sud era tutto un ripetersi di inchieste aperte, molte da parte dei magistrati antimafia. alcune relative a inquinamenti pesanti dell’ambiente. D’altra parte da Pioppogatto esce quel Css (Combustibile solido secondario) che la Versilia non brucia più, dopo la chiusura dell’inceneritore di Falascaia la cui vigilanza è affidata a “Vera”, (ma il Consorzio ambiente Versilia ha intenzione di revocare questo servizio), ma che viene “scarrozzato” in giro per gli impianti d’Italia.

L’ultima gara d’appalto, dal valore a base d’asta di 7.475.000 euro è scaduta il 17 agosto. Le tonnellate di Css da portare via da Pioppagatto erano indicate in 65.000 l’anno. Con la clausola per cui «consapevoli delle oggettive difficoltà per un qualsiasi impianto di trattamento nel ricevere un tale quantitativo di rifiuti da un unico produttore, il concorrente in fase di presentazione dell'offerta dovrà indicare la disponibilità e l'importo di conferimento relativo all'impianto di destinazione individuato».

Ad oggi la gara non risulta né annullata nè affidata. Almeno stando alle informazioni sul sito della società. Alla domanda del “Tirreno”, l’amministratore delegato di Vera (ed anche di Sea Risorse), Alberto Corsetti, risponde: «Al momento la procedura è in corso di aggiudicazione per verifiche antimafia su uno dei due aggiudicatari provvisori». Una verifica decisamente lunga e non solo sul vincitore, sembra di capire, ma su primo e secondo in contemporanea. La domanda è inevitabile: qual è il problema?

Nel frattempo il Css prodotto viene smaltito «in parte con un residuo della gara precedente e al Picchianti (Livorno, ndr) per effetto della nuova programmazione imposta dall’Ato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera