Il Tirreno

Versilia

un libro per il futuro

Due libri “del cuore” per Viareggio

Claudio Vecoli
Stefania Sandrelli mentre firma uno dei due libri sospesi per la biblioteca di Viareggio
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Stefania Sandrelli mentre firma uno dei due libri sospesi per la biblioteca di Viareggio

L’attrice dona alla Biblioteca della sua città le poesie e gli spartiti del fratello Sergio

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ROMA. Due libri per la Biblioteca comunale. Non due libri qualsiasi presi più o meno a caso dalla sua libreria, ma forse quelli a cui tiene di più in assoluto. Stefania Sandrelli è donna e attrice generosa.

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E quando, da viareggina doc, accetta di fare da testimonial per “Un libro per il futuro” decide di regalare - con tanto di autografo e dedica per tutti i frequentatori della Biblioteca - i due volumi ai quali è più affezionata. Una è una piccola raccolta di poesie dal titolo “Primo verso”, l'altro è un volume di spartiti musicali che va sotto il nome “Solo piano”.

Ad accomunare i due libri nel cuore di Stefania è però il nome dell’autore: il fratello Sergio Sandrelli, per anni e anni suo compagno e sostegno familiare nell'avventura romana che l'ha portata ad essere una delle più grandi ed amate attrici del cinema italiano. Spesso c’è una mano invisibile che tesse la trama delle piccole storie della vita. Una sceneggiatura dettata dal caso che però è molto meno cieco di quanto non lo si descriva. Perché la raccolta di spartiti del fratello musicista è stata presentata per la prima volta alla stampa proprio ieri, vigilia della grande festa del libro in programma questo pomeriggio a Viareggio.

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Ma le coincidenze non si fermano qui, visto che il luogo scelto da Stefania Sandrelli per il battesimo del libro è proprio una Biblioteca: quella della Siae di via del Sudario a Roma, a due passi dal Teatro Argentina e da Campo de' Fiori. E speriamo non sia di pessimo auspicio il fatto che anche la Biblioteca della Siae - per quanto bellissima - rischi l’estinzione a causa dello sfratto che pende sul suo capo da parte del Comune di Roma.

Segni del destino (contraddittori) a parte, Stefania Sandrelli sposa con forza anche i contenuti della campagna del Tirreno. «I libri sono la nostra memoria - dice - e sono la cosa più preziosa che abbiamo. Avere una Biblioteca pubblica è un sostegno per il futuro dei giovani che quasi hanno rimpiazzato la presenza del libro con il web. Ma il libro è molto più diretto. È più leale. Non ti tradisce mai. E, sia chiaro, io non ho niente contro la modernità e ancor meno contro il mondo di Internet».

Stefania Sandrelli non è mai stata una assidua frequentatrice della Biblioteca di piazza Mazzini e lo confessa. Ma questo non significa certo che non la ritenga importante nella vita di una comunità. A maggior ragione se quella comunità è la sua Viareggio. «E poi non dobbiamo scordarci del legame profondo che unisce Viareggio al libro. Forse visto da là non ce ne rendiamo conto, ma il nome della nostra città è spesso abbinato al premio letterario che proprio sulle sue spiagge è nato e che riunisce due dei tratti distintivi della nostra terra: il mare e la letteratura».

Viareggio. Quando ne parla, a Stefania si illuminano i grandi occhi scuri. «Ormai sono due anni che manco da lì - confessa - ed ho una gran voglia di ritornarci. Mi mancano le passeggiate in bicicletta, le amicizie che ancora conservo, i sapori e i colori del suo mare. Lo so di averlo già promesso proprio a voi del Tirreno quest’estate dal Festival di Locarno, ma davvero farò di tutto per tornare a casa almeno per qualche giorno».

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