Il presidio
Corsa contro il tempo per il debito della Rsa
La Fondazione Cassa di risparmio di Lucca copriva gli interessi passivi sul mutuo Per statuto non può finanziare “I Care” e così girerà il contributo al Comune
VIAREGGIO. Corsa contro il tempo per coprire i 76.631,82 euro di contributo che la Fondazione Cassa di risparmio ha fin qui garantito all’Azienda speciale pluriservizi (Asp) «a copertura degli interessi passivi sostenuti sulle rate di ammortamento del prestito che l’azienda stessa ha contratto, a suo tempo, per la ristrutturazione dell’immobile». Immobile che era vincolato dalla Soprintendenza e, dunque, ha avuto necessità di tutti gli accorgimenti del caso con relativo aumento di spesa e di varianti in corso d’opera (segnalate nell’inchiesta dei carabinieri di Lucca sugli incentivi alla progettazione nel Comune di Viareggio).
Asp non c’è più da giugno. Al suo posto è nata “I Care Srl”, società interamente dell’Ente pubblico ma che «in quanto società “in house providing” non riveste più le caratteristiche per ricevere contributi diretti dalla Fondazione Cassa di risparmio». Perché - lo si legge nella delibera di bilancio (assessore Laura Servetti) che sarà portata d’urgenza nella commissione di lunedì, a ridosso della prima seduta di consiglio comunale da quando l’amministrazione è tornata in carica - «la Fondazione per proprio statuto può erogare contributi solo a determinati soggetti pubblici».
“I Care” ha però necessità di quella somma, relativa al secondo semestre del 2016 ed il Comune «essendo proprietario al 100% delle quote “I Care” è comunque direttamente interessato al mantenimento degli equilibri economici della medesima», Ed allora, ecco che «in base ai contatti assunti direttamente da “I Care” con la Fondazione (la stessa società cui la Fondazione per proprio statuto non può erogare il contributo, ndr) , quest’ultima si sarebbe resa disponibile ad erogare direttamente al Comune di Viareggio il contributo c/interessi sull’ammortamento del prestito già in carico ad Asp ed attualmente di “I Care Srl”». Sarà poi il Comune ad «impegnarsi a trasferire il contributo ad “I Care Srl”, facendo tramite per l’erogazione alla società del contributo caricandosi l’onere di erogare un contributo ad “I Care” nei limiti del contributo finalizzato che sarà di volta erogato dalla Fondazione».
Insomma: la Fondazione del presidente Arturo Lattanzi darà al Comune il contributo vincolato al mutuo dell’ex Asp oggi “I Care” che direttamente non potrebbe riceverlo, come da statuto della Fondazione bancaria. Un caso analogo accadde nei primi mesi del disastro ferroviario: la stessa Fondazione aveva erogato un milione per le prime necessità dei cittadini colpiti e l’amministrazione di Luca Lunardini aveva necessità di sostenere la ripresa delle imprese private di via Ponchielli. Non fu possibile utilizzare il denaro della Fondazione, ed anche in questo caso fu per le norme statutarie della stessa, e finì che fu la Provincia ad erogare una somma destinata alle imprese.
Oggi, invece, pare che l’operazione contributo ad “I Care” sia possibile se la somma viene passata nelle mani del Comune che farà da tramite verso “I Care”. Così che si propone al consiglio comunale - d’urgenza e fuori dall’ordine del giorno - la delibera che dispone l’operazione di incasso del contributo e «conseguente rigiro del medesimo in favore di “I Care”».
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