Il Tirreno

Versilia

Chiesa di Santa Croce chiusa da quasi 2 anni per i danni dell’uragano

di Cesare Bonifazi

Sono stati eseguiti i lavori per la messa in sicurezza e si stanno raccogliendo i preventivi da sottoporre alla curia

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Ci vorrà ancora un bel po’ di tempo per poter riaprire la chiesa di Santa Croce a Camaiore. La chiesa era stata gravemente danneggiata dalla tempesta che ha colpito la Versilia il 5 marzo dell’anno scorso. I lavori di messa in sicurezza sono stati completati ma la chiesa è più di un anno e mezzo che è chiusa. Nessun pericolo sulla struttura ma il progetto del restauro definitivo è in alto mare e con esso anche l’ agibilità stessa dell’immobile. Il progetto era stato portato avanti da Don Damiano, che adesso non guida più la parrocchia, e adesso sembrerebbe a uno stallo.

La parrocchia però non è inerme e sta raccogliendo i preventivi da sottoporre all’attenzione della Curia la quale dovrà valutare la propria volontà di spesa. I preventivi, dicono le fonti interne alla parrocchia, vanno da poche decine di migliaia di euro a cifre ben più alte, poiché comprendono anche il recupero totale del campanile. La situazione per il momento rimane sospesa e la comunità parrocchiale è ancora orfana di uno dei punti di riferimento più importanti.

Il tetto del campanile della chiesa di Santa Croce, in gergo tecnico la cuspide, si era staccato dal campanile e si era conficcato nella copertura del santuario. Le violentissime raffiche d’aria che si sono abbattute a marzo del 2015 infatti sono state la causa del piccolo disastro: il vento, che aveva superato in alcuni momenti i 140 chilometri orari, aveva fatto volare via come un fuscello la parte superiore dell’antica chiesa situata in via IV novembre, nel cuore del centro storico, la quale però si era fermata poco lontano, incastonata tra le tegole della stessa struttura.

A farne le spese maggiore è la Corale di Camaiore che in quel luogo faceva le prove.

«L’associazione è da tanti anni che opera in quegli spazi, principalmente lì facevamo le prove e adesso ci siamo dovuti spostare - dice Maria Vecoli, una dei componenti del coro - facevamo anche piccoli concerti ed eventi come le presentazioni. Con le sole nostre forze avevamo sistemato alcuni spazi mettendo anche il riscaldamento. Ci facevamo piccoli eventi da un centinaio di persone. Avevamo intitolato quella sala della musica a don Bevilacqua. Adesso ci siamo attivati come associazione, attraverso la curia e la parrocchia, affinché possa tornare agibile: è chiaro che speriamo che le pratiche vengano sbrigate il prima possibile e i cantieri possano finire presto così che la Corale possa rientrare nella chiesa di Santa Croce».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web