Il Tirreno

Versilia

Scuole chiuse per martedì grasso

di Valentina Landucci
Scuole chiuse per martedì grasso

La Fondazione tratta con gli uffici scolastici di Lucca e Massa

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VIAREGGIO. Scuole chiuse per martedì grasso per riempire i viali a mare di Viareggio in occasione dell’ultimo corso mascherato che, dopo anni delle più svariate sperimentazioni, torna a rispettare il calendario tradizionale del Carnevale. La trattativa con gli istituti scolastici delle province di Lucca e Massa Carrara è aperta, tramite il coinvolgimento degli uffici scolastici provinciali. Si tratta ora di capire la portata delle adesioni alla proposta arrivata, alle scuole, dalla Fondazione Carnevale guidata da Marialina Marcucci. Le aspettative, però sembrano buone. O almeno in Fondazione si respira aria di ottimismo. Con qualche battuta a margine: «Ho una scommessa aperta con il direttore della Fondazione, Marco Francesconi - dice Marcucci - lui sostiene che martedì grasso al corso non verrà nessuno. Intanto noi ci siamo confrontati con gli uffici scolastici provinciali per assicurarci quanto meno la chiusura delle scuole».

L’annuncio arriva a ,margine del dibattito organizzato ieri pomeriggio all’Esplanade dall’associazione culturale Medusa, presieduta da Franco Pulzone. Un incontro condotto dai giornalisti Umberto Guidi e Adolfo Lippi. E il faccia a faccia è stato utile per fare anche qualche altra considerazione sul Cranevale che ha in mente Marialina Marcucci. Sollecitata dalle domande ha confermato intanto l’intenzione di lavorare a un calendario di eventi tutt’intorno ai corsi mascherati e in particolare nella settimana clou del Carnevale «tra il giovedì e il martedì grasso - spiega la presidente - con rioni, veglioni ed eventi che si sviluppino tra i due corsi conclusivi». Il che favorirebbe - quasi banale dirlo - presenze turistiche legate al Carnevale per qualcosa di più di una sola notte in hotel. Anche se la strategia che la Fondazione ha in mente, sugfgerisce Marcucci, non sembra essere stata colta appieno dalla categoria degli albergatori viareggini e versiliesi. «Può esistere una manifestazione che abbia una capacità attrattiva in un luogo dove chi arriva trova hotel e strutture ricettive chiuse? - domanda la presidente - Se non hai un sistema che con forza sostiene manifestazione quella manifestazione crolla. Abbiamo cominciato a ragionare mondo albergatori che non ci è parso sempre così propenso. Va detto che il Carnevale non è solo il luogo di divertimento per chi viene a soggiornare qui. Abbiamo incontrato gli albergatori di Firenze e loro, pochi giorni dopo, ci hanno mandato una diecina di tour operator interessati a portare alla Cittadella in gita i turisti che prenotano 3-4 giorni a Firenze e vogliono vedere anche l’altra Toscana. Mi chiedo: ci dovrà pur essere qualcuno che a questi albergatori che invece restano chiusi dia una smossa. Per esempio non fanno pacchetti: quanti sono i soggiorni in hotel collegati alla vendita del biglietto del Carnevale?»

La partecipazione, o meglio la scarsa partecipazione, della città alla promozione del Carnevale è una critica che Marcucci non rivolge solo agli albergatori. «Ci piace che i turisti vengano da tutto il mondo al nostro Carnevale - continua Marcucci - ma i viareggini, per il solo fatto di ospitarlo o per il fatto che contribuiscono con le loro tasse a finanziarlo danno per scontato che debba essere autonomo». E la presidente cita il caso, recente, dell’esperienza di crowdfunding, cioè la raccolta fondi su Internet, lanciata per sostenere i giovani mascheratisti il cui esito non è stato, economicamente, quello auspicato. «I viareggini non hanno voluto risposta questi ragazzi - continua Marcucci - Le reazioni sono state, per lo più: “ma noi si paga già biglietto”, “noi si paga già le tasse...”. la questione però è che non è solo il fatto di pagare ma di incoraggiare: bastano 5 euro per incoraggiare qualcuno a fare». L’appello di Marcucci è dunque, prima di tutto, a Viareggio e alla Versilia: la Cittadella, il Carnevale, non possono essere qualcosa di slegato dal territorio. Specie quando si ragiona di finanziamenti per la manifestazione «che per il 50% si autofinanzia ma per la restante parte ha bisogno dell’aiuto di enti pubblici, fondazioni bancarie, sponsor». In un quadro finanziario sul quale «dal 2014 gravano decreti nei confronti del Comune che sono una enormità: 2 milioni di euro che evidentemente l’amministrazione comunale non ha potuto erogare ne». C’è il contributo della Regione «che è una manna per ogni singola edizione ma non ripiana le precedenti. E poi gli sponsor che potranno investire di più quanto più sapremo valorizzare e far conoscere la Cittadella: un approdo fantastico a Viareggio che ha bisogno di farsi conoscere come luogo vissuto, della cultura, ma che purtroppo oggi soffre di una cativa gestione terittorio, ingabbiata in un percorso brutto e degradato».

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