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Reparto all’osso con oltre 300 accessi nei giorni più caldi
Sulla carta ci sono sedici medici e sessanta infermieri «Non bastano per coprire tre turni al netto di riposi e malattie»
VIAREGGIO. Oltre 300 accessi nei giorni più caldi. E cioè tutti i fine settimana e il periodo che va da maggio a settembre. Basta questo dato per capire che la presunta leggenda del pronto soccorso del “Versilia” che non ha abbastanza personale non è affatto una leggenda. È la verità.
Lo stesso primario Giuseppe Pepe lo fa capire tra le righe. Per quanto non si esponga sui rinforzi che, a questo punto, dovrebbero essere chiesto all’Asl. Nei giorni scorsi Gino Barbacci, direttore facente funzione nel periodo di interregno dopo il pensionamento di Sergio Milletti, ha fatto il punto della situazione al Dipartimento aziendale che sovrintende l’emergenza-urgenza. E che ha il compito di capire - si spiega dall’Asl - quali debbano essere le forze in campo a fronte della quantità di lavoro svolta dal personale.
«Il calcolo dei carichi di lavoro - afferma il nuovo direttore - va fatto sui picchi di afflusso, e non sulle medie». Questo significa che non si può misurare il reparto sui 165 accessi al giorno che sono la media esatta dell’attività del pronto soccorso nell’intero 2015. La cifra di riferimento dev’essere quella dell’intervallo dell’ora di pranzo (12-13), delle 17-18 e del sabato e domenica, quando l’utente medio non è al lavoro e va al pronto soccorso senza timore di ritorsioni in azienda. Anche soltanto per farsi dare un’occhiata che non è riuscito ad avere in settimana dal medico di famiglia.
A fronte di questo afflusso importante c’è una squadra composta, sulla carta, da sessanta infermieri e sedici medici (più il primario). In teoria sembrerebbero sufficienti per coprire i 37 posti necessari ogni giorno nei tre turni di mattina, pomeriggio e notte. Ma non è così. La coperta è corta soprattutto per i medici: tenendo conto che al mattino ne servono quattro, al pomeriggio pure e di notte ce ne vogliono due, siamo a dieci sull’intero arco delle 24 ore. Per 365 giorni all’anno. Poi ci sono quelli che devono necessariamente riposare, quelli eventualmente malati o in ferie. Poi ci sono gli imprevisti, che sono all’ordine del giorno in tutti i posti di lavoro: se qualcuno si infortuna o si ammala più gravemente di una banale febbre, sta fuori più a lungo del solito. Insomma: sedici medici in tutto, assicurano dal pronto soccorso, sono pochi. Per quanto riguarda gli infermieri, i sessanta in servizio lo sono sulla carta. Sarebbero una decina quelli che per motivi vari - malattie, gravidanze e altro - oggi non sono disponibili. Quindi la rotazione, che vede nove infermieri a turno, deve essere fatta su un numero inferiore rispetto al previsto.
Cosa succederà adesso? La direttrice generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis ha assicurato che il pronto soccorso del “Versilia” avrà il personale di cui ha bisogno. La stessa rassicurazione l’ha sottoscritta il nuovo primario Pepe. Quindi l’ospedale e i suoi pazienti si aspettano rinforzi. Gli infermieri dovrebbero arrivare tramite il nuovo bando indetto dall’Asl, anche se si parla di sostituzioni con contratti a tempo determinato: non è possibile sostituire una persona in malattia o in gravidanza con una nuova assunzione definitiva. Qualche rinforzo potrebbe essere recuperato anche all’interno dello stesso ospedale. Sui medici ci sono minori garanzie: si parla di mobilità tra ospedali, perché in giro di nuovi specialisti da pronto soccorso ce ne sono pochi. Ma l’impressione è che il nuovo direttore cercherà di spuntarla anche su questo. Forte del fatto che in un pronto soccorso come quello di Livorno, che registra un numero di accessi non molto superiore al “Versilia”, i medici in organico sono 25. Quasi dieci di più.
Un’ultima annotazione. A fronte di questa situazione, e al netto degli errori che sicuramente sono stati fatti dalla precedente direzione - sia aziendale che del reparto - è lecito chiedersi come mai per anni si sia risposto picche alle richieste dei sindacati di rinforzare il reparto. Aspettando, forse, che i pazienti si sarebbero stancati di andare al pronto soccorso. Forse sarebbe bastata un po’ di elasticità in più per evitare anni di disagi. (m.t.)
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