Il Tirreno

Versilia

Palazzo Moroni al privato in concessione per 30 anni

di Luca Basile
Palazzo Moroni al privato in concessione per 30 anni

Il via libera atteso in consiglio comunale. L’operazione servirà a trovare i soldi per ristrutturare l’edificio sul quale restano i vincoli di Comune e Sovrintendenza

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PIETRASANTA. Palazzo Moroni, uno dei più importanti beni storici della città con vista su piazza Duomo, passa nelle mani dei privati. Il Comune, già con il prossimo consiglio comunale - in agenda il 21 dicembre - certificherà infatti il via libera ad una gara per la concessione d’uso trentennale di un edificio sede del museo archeologico e oggetto, da oltre 20 anni, di lavori di ristrutturazioni e cantieri infiniti.

Una decisione, che innesca, come da facili previsioni, perplessità e polemiche nell'opposizione. «La maggioranza Mallegni toglie alla comunità un bene che appartiene alla nostra storia e lo consegna ai privati. Non ci sono parole per commentare una simile scelta. Dopo la vendita dei parcheggi degli stabilimenti balneari, dopo la decisione di rendere residenziale una parte dell’ex Incanto a Tonfano adesso si dà la possibilità a un privato di utilizzare parte di palazzo Moroni come una qualsiasi galleria con tanto di biglietto d’ingresso per visitare il museo o quello che verrà realizzato. Siamo sconcertati» fa sapere il capogruppo di Sinistra per Pietrasanta, Pietro Lazzerini. A cui replica il capogruppo di maggioranza Alberto Giovannetti: «Dobbiamo essere pratici: soldi per ristrutturare tutto palazzo Moroni oggi non ci sono. Così come non li aveva l’amministrazione Lombardi e infatti il museo è chiuso da tempo (dovrebbe riaprire a breve, ndr). Ben venga, quindi, il privato, che ristruttura a sue spese l’edificio, mantenendo il museo archeologico al piano terra, e gestendo i piani superiori dell’edificio valorizzando la proposta artistica della città. E dove sarebbe il problema? Vogliamo un palazzo che rischia di cadere a pezzi o un edificio sicuro, funzionale e degno del nome di Pietrasanta? Un bando tutelerà l’aspetto pubblico di tutto il progetto: ben venga, quindi, anche in altri contesti, la sinergia fra pubblico e privato».

Premesse le schermaglie politiche, cosa imporrà, proprio al privato, il bando che verrà ufficializzato ad inizio del prossimo anno? La concessione d’uso, per un periodo non superiore ai 30 anni, sarà gratuita e riguarderà quei piani di palazzo Moroni, il primo ed il secondo in particolare, dove la ristrutturazione non è stata completata. Con il vincolo di mantenimento della destinazione museale. Dunque il privato coprirà le spese per i lavori (stimati in circa 900 mila euro, ndr), non potrà mettere bocca sulla gestione del museo archeologico (al piano terra) e per quanto riguarda l’esposizione di opere agli altri due piani dovrà tenere conto dell’interazione fra arte moderna e contemporanea ed il patrimonio storico artistico-archeologico. Passando il tutto attraverso il parere del Comune e della Sovrintendenza. Con una postilla: lo stesso privato non potrà agire con scopo di lucro. In sostanza il Comune cerca qualcuno che metta i soldi per i lavori, allestisca una nuova sede museale, esponga opere che rispondano a determinati criteri attenendosi ad una convenzione, si faccia carico della manutenzione, devolvendo l’incasso di un eventuale biglietto d'ingresso ad attività benefiche. Sarà solo consentito, attraverso attività collaterali, il recupero delle spese vive. Quali siano queste attività collaterali - book shop, bar - oggi è prematuro parlarne. Serve dunque un filantropo, un collezionista di altissimo spessore con tanto denaro da investire alla ricerca di una vetrina prestigiosa quale potrebbe essere Pietrasanta. Esiste una figura del genere? Staremo a vedere.

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