Il Tirreno

Versilia

Aggressioni in ospedale, i medici chiedono aiuto al prefetto

Matteo Tuccini
Aggressioni in ospedale, i medici chiedono aiuto al prefetto

L’Ordine chiede a Giovanna Cagliostro di intervenire. Lei ribadisce massima disponibilità a rafforzare la sicurezza dell’ospedale

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VIAREGGIO. Un albero di Natale contro la paura. È quello che è stato allestito nel reparto di psichiatria dell’ospedale Versilia, teatro venerdì scorso di un’aggressione brutale ai danni di due medici e due infermieri. Sequestrati da un paziente che aveva perso la testa.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14545049:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/12/10/news/sequestra-e-ferisce-medici-e-infermieri-1.14545049]]La paura, però, resta. In ospedale lo dicono tutti: stavolta è andata bene. Perché quell’uomo, bloccato e portato in carcere grazie all’intervento rapido di polizia e carabinieri, avrebbe potuto fare peggio. E non limitarsi a tirare una bastonata a una gamba a un medico. L’episodio ha portato nuovi interrogativi sulla sicurezza all’interno del “Versilia”, che già in passato è stato teatro di aggressioni ai danni di medici. Soprattutto del pronto soccorso. Ma l’interrogativo riguarda anche il tipo di pazienti che si rendono protagonisti di questi episodi una volta arrivati in ospedale. I medici chiedono di lavorare in sicurezza, e di non prendersi carico di situazioni che non hanno nulla a che fare con la cura delle patologie. Il paziente dell’altro giorno - secondo i professionisti del “Versilia” - rientrava in questa categoria: il ricovero in psichiatria era stata una scelta discutibile, perché si trattava di un soggetto con precedenti penali e che già aveva mostrato in passato di potersi rendere protagonista di atti di violenza in ospedale. In questo senso va la richiesta del presidente dell’Ordine dei medici di Lucca, Umberto Quiriconi, rivolta al prefetto Giovanna Cagliostro. Il dottor Quiriconi ha chiesto un incontro in prefettura per affrontare prima di tutto il tema della sicurezza in ospedale. E per valutare soluzioni diverse nei casi in cui si chiede il ricovero in psichiatria di persone «che delinquono senza essere affette da un chiaro quadro psicopatologico».

La prefettura, dal canto suo, si mostra disponibile a valutare soluzioni per rafforzare la sicurezza nei reparti. Secondo quanto spiegano dalla prefettura, le ipotesi in campo sono diverse, e vanno tutte valutate nel confronto con i sanitari e con i loro rappresentanti (sia sindacali che a livello di Asl). Ma una cosa è sicura, secondo la prefettura: la soluzione non potrà essere l’incremento di orario del posto fisso di polizia. Oggi il poliziotto di turno al “Versilia” è in servizio per 38 ore alla settimana, il che significa che copre la mattina e poco più. Ma già la questura aveva chiarito in passato che si tratta di un presidio di polizia giudiziaria, che non ha compiti specifici di sicurezza all’interno del presidio sanitario. Le forze dell’ordine, insomma, possono garantire un incremento di controlli all’esterno dell’ospedale, mentre all’interno è necessario comunque un servizio di vigilanza privata. Già presente oggi. Anche se medici e infermieri ne chiedono una presenza maggiore a supporto dei reparti.

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