Il Tirreno

Versilia

Impianto per il mare pulito si deve aspettare marzo

di Cesare Bonifazi
Impianto per il mare pulito si deve aspettare marzo

Le lungaggini burocratiche fanno slittare ulteriormente la consegna dei lavori I cantieri non potranno partire prima di quaranta giorni

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CAMAIORE. Ancora niente: nessun operaio al lavoro sui tre fossi ammazzatuffi. Malgrado gli annunci che davano per gennaio l’inizio dei cantieri per l’installazzione degli impianti del peracetico su Fossa dell’Abate, Motrone e Fiumetto, le cui acque, quando si dirigono verso il mare, provocano una contaminazione del mare con i liquami della fognatura nera. Per vedere i cantieri al lavoro si dovrà aspettare almeno 50 giorni: una settimana almeno per la firma e poi altri 40 per la consegna del materiale da “montare”. Da marzo dovrebbe partire la sperimentazione dell’università di Pisa

A confermarlo è il responsabile dell’ambiente e delle acque del Comune di Camaiore, Filippo Bianchi, l’uomo del peracetico. Bianchi conferma che i lavori proseguono e che «sicuramente per l’estate avremo tranquillamente i primi risultati sulla sperimentazione».

«Attendiamo la firma che deve avvenire la prossima settimana - dice - poi bisognerà attendere che il materiale arrivi: ci vorranno all’incirca quaranta giorni. Per l’installazione vera e propria non ci vuole molto. Al massimo due settimane». Se ne parla a marzo insomma.

Una volta completati questi lavori di installazione si partirà con la sperimentazione vera e propria che sarà monitorata costantemente dall’Università di Pisa. Le analisi dell’istituto pisano saranno necessarie perché l’impiego dell’acido peracetico aveva sollevato molti dubbi: primo tra tutti quello sull’efficacia e poi sulla sua pericolosità per l’ecosistema.

L’acido sarà versato prima nelle idrovore dei depuratori e poi eventualmente negli alvei dei fiumi. Quella del peracetico è infatti soltanto una soluzione-tampone per garantire acque balneabili ed evitare nuovi divieti ogni volta che piove.

Il finanziamento utilizzato per questi lavori arriva direttamente dalla Regione e consiste in un milione e otto destinati interamente all’abbattimento della carica batterica alle foci della Fossa dell’Abate, del Motrone e del Fiumetto.

Ma i lavori definitivi, quelli che dovranno risolvere il problema, sono quelli che Gaia sta facendo, ma a rilento per problemi con i finanziamenti. Interventi sulla rete idrica che eviteranno una volta e per sempre le commistioni tra la fognatura bianca e quella nera: ovvero evitare che i liquami arrivino ai turisti che fanno il bagno in Versilia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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