Il presidio
Uto Ughi incanta con la sua magia il pubblico di Forte
Paolo Barberi, professore d’orchestra, si è diplomato all’Istituto “Boccherini” di Lucca. È musicista e cantante ed ha all’attivo concerti, canzoni e dischi. di PAOLO BARBERI Una Cortina d’Ampezzo...
Paolo Barberi, professore d’orchestra, si è diplomato all’Istituto “Boccherini” di Lucca. È musicista e cantante ed ha all’attivo concerti, canzoni e dischi.
di PAOLO BARBERI
Una Cortina d’Ampezzo con il mare”. Così Uto Ughi, concertista di fama internazionale, per la prima volta ospite a Forte dei Marmi, ha definito la nostra città, dove l’altra sera si è esibito nella chiesa di S. Francesco a Vittoria Apuana, in uno dei più attesi eventi musicali di “Natale al Forte”. Ad aprire la serata con una chiesa gremita di attenti ascoltatori, è stata l’Orchestra filarmonica pucciniana con la Sinfonia RV Anh. 85 in La maggiore di Antonio Vivaldi, magistralmente eseguita e con un ottimo affiatamento tra tutti i componenti. È giunto poi il momento clou della serata, quando il maestro Ughi ha raggiunto il centro della scena per deliziare il pubblico con l’esecuzione da solista de Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, accompagnato ancora dai professori dell’Orchestra e valorizzata dalle note incantevoli del suo prestigioso violino Guarneri del Gesù. Devo dire che il Maestro ha coinvolto il pubblico presentando personalmente la serie di brani dedicati alle stagioni, introducendo l’ascolto con la lettura di sonetti e spiegando come i suoni della natura abbiano ispirato Vivaldi nella composizione dell’opera. E con qualche fraseggio ha mostrato come possano essere riprodotti dagli strumenti suoni come il canto degli uccellini, il latrato dei cani, un temporale estivo, lo scorrere del ruscello. Rendere intellegibile ai non addetti ai lavori un’opera così famosa ma anche così complessa è stato davvero un gesto importante. Come sa e può fare un grande concertista come Ughi che ha dato un’ennesima prova della sua grande abilità e sensibilità musicale derivata da migliaia di concerti eseguiti in tutto il mondo, oltre che di un’enorme energia personale mantenuta intatta, quasi come se il tempo per lui si fosse fermato. Il pubblico entusiasta l’ha giustamente applaudito a lungo, con un’emozionante standing ovation. E il Maestro ha gentilmente concesso un bis interpretando quel capolavoro che è il Capriccio n°24 di Niccolò Paganini, che ha lasciato la platea incantata ed estasiata».
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