Il presidio
Sos di medici e infermieri del Versilia per la sicurezza
Dopo il sequestro del personale della psichiatria si torna a chiedere un posto fisso di polizia 24 ore su 24. E più vigilantes
VIAREGGIO. Maggiore presenza delle guardie giurate e un posto fisso di polizia che monitori la situazione 24 ore su 24. Dopo l’aggressione e il ferimento del personale in servizio alla psichiatria da parte di un paziente (che ha sequestrato per venti minuti quattro persone), medici e infermieri si dicono stanchi di lavorare in condizioni di scarsa sicurezza. E chiedono all’Asl di intervenire.
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«Il sindacato Fsi - afferma Daniele Soddu - torna a denunciare la mancanza di un posto fisso di polizia sulle 24 ore a tutela dei lavoratori e dei cittadini. Da diversi anni il sindacato richiede questo servizio, una volta presente, e poi tagliato con le solite scuse dei risparmi. Il sindacato ritiene che la sicurezza dovrebbe essere messa al primo posto in particolare in un settore così delicato come la sanità. È avvilente - prosegue - tornare sempre a disquisire sulle solite cose, richieste da anni. E ci rendiamo conto come l’opinione pubblica a le varie direzioni aziendali vengano colpite da queste notizie solo nel momento in cui accadono certi fatti. Esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi tutti del reparto di psichiatria, promettendo un impegno ancora più grande per le problematiche lavorative e personali a cui sono sottoposti quotidianamente».
Anche il primario di psichiatria Mario Di Fiorino chiede su Facebook di prevedere un luogo in ospedale che faccia da cuscinetto in situazioni critiche. «Da anni - scrive il medico - ho richiesto che una stanza sia adibita in questo senso (non solo nel reparto, ma in tutti i presidi territoriali, ancora più vulnerabili), con un allarme da azionare ed una convenzione con una polizia privata. Dato che la presenza dell’unico poliziotto nel posto di polizia è per 38 ore settimanali».
Sull’argomento interviene anche il sindacato Uil Fpl. «Da anni - affermano Davide Sallustio, Pietro Casciani ed Alessandro Di Vito della Uil - chiediamo sicurezza per gli operatori sanitari e tecnici dei reparti a maggior rischio di azioni violente da parti di pazienti psichiatrici e non solo. Ad oggi l’Asl non ha mai dato risposte alle continue richieste dai medici responsabili del reparto (Spdc) e dei Centri di Salute Mentale (Csm), pronto soccorso e altro. Mai come oggi questa richiesta appare appropriata, a fronte dell'ultimo episodio accaduto venerdì 9 dicembre, all’interno del reparto di psichiatria dell’ospedale Versilia a Lido».
Continua Sallustio: «Dopo questo ennesimo e gravissimo fatto accaduto, ci aspettiamo risposte veramente concrete da parte dei soggetti aziendali preposti a prendere misure di sicurezza a tutela degli operatori che lavorano in questi luoghi, oltre a riflettere sull’appropriatezza di certi ricoveri, non adatti ad essere inseriti in un contesto aperto come quello della comune psichiatria territoriale (reparto compreso), trovandoci pienamente d’accordo con quanto già ribadito più volte in tal senso dal primario della psichiatria del “Versilia” Mario Di Fiorino. Non è più pensabile a nostro avviso che i medici ed il personale si trovino nuovamente coinvolti in situazioni analoghe, è il momento di metterci davvero un freno».
Per Pietro Casciani, segretario provinciale Uil Fpl, «queste situazioni purtroppo non sono isolate, in ambito provinciale infatti dobbiamo registrare diversi episodi che hanno coinvolto sopratutto i pronto soccorso e i reparti psichiatrici che hanno visto l'intervento delle forze dell'ordine con la conclusione di prognosi più o meno lunghe per gli operatori sanitari. Nella società - conclude l’esponente Uil - purtroppo c'è un crescente disagio sociale che molto spesso esplode contro le strutture pubbliche e chi vi opera».
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