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In Bulgaria come nella strage di Viareggio

In Bulgaria come nella strage di Viareggio

VIAREGGIO. No, non è Viareggio 2009. Le cisterne, i binari, il gas, il fuoco, i morti e gli ustionati sono quelli del disastro ferroviario di Hitrino, un paesino nel nordest della Bulgaria, dove è...

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VIAREGGIO. No, non è Viareggio 2009. Le cisterne, i binari, il gas, il fuoco, i morti e gli ustionati sono quelli del disastro ferroviario di Hitrino, un paesino nel nordest della Bulgaria, dove è deragliato un treno composto da 29 ferrocisterne cariche di Gpl e propilene. Il bilancio delle vittime, a ieri sera, era di sette morti e di una trentina di feriti, alcuni dei quali ustionati gravissimi.

Non c’è un solo pezzo del disastro ferroviario bulgaro che non sia stato trattato nell’aula del Polo fieristico di Lucca dove domani inizia l’ultima settimane di udienze prima della sentenza che indicherà colpevoli e innocenti della strage di Viareggio, 32 morti e feriti che ancora lottano con i postumi delle ustioni.

«La ferrovia non è un tavolo da biliardo» è la frase che ha fatto storia pronunciata in aula da Armando D’Apote, difensore dell’ex ad di Ferrovie Mauro Moretti. Nel caso del treno deragliato a Hitrino a far fuoriuscire il gas, che poi si è incendiato, sarebbe stato l’impatto delle cisterne contro i pali della luce. Altra verità incontrovertibile: le cisterne per il trasporto di merci pericolose si squarciano. Ma l’Europa, dal 2007 ad oggi, non ha ancora saputo decidere di rendere obbligatoria l’installazione dei “detettori di svio” che mettono in frenatura automatica il treno al primo accenno di svio. Troppi pochi morti per spendere in tecnologia, è stata per anni la posizione della Comunità europea. Più attenta alla lobby ferroviaria che alla vita dei cittadini. Per quanto atroce possa sembrare, questa è la verità nelle carte sul dibattito antisvio sì-antisvio no.

Donatella Francesconi

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