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«Doveva accettare la sospensione»

«Doveva accettare la sospensione»

«Bastava che avesse fatto passare i tre mesi di sospensione e se ne sarebbe stato bello beato e io garantivo per lui...» dichiara al “Tirreno” Rossano Rossi, segretario provinciale della Cgil, a...

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«Bastava che avesse fatto passare i tre mesi di sospensione e se ne sarebbe stato bello beato e io garantivo per lui...» dichiara al “Tirreno” Rossano Rossi, segretario provinciale della Cgil, a proposito dell’annuncio di Massimiliano Bindocci (Filcams-Cgil) dell’addio alla Cgil.

Rossi rimprovera a Bindocci di «stare gestendo la questione come un fatto persona, soprattutto nei confronti della segretaria generale provinciale della Filcams, Valentina Gullà, che Bindocci ha attaccato come la ritenesse un burattino che ha messo lui».

E, aggiunge Rossi - forte di una lunga militanza sindacale - «Bindocci non ha neppure l’esclusiva delle espulsioni a Lucca. È accaduto all’ex segretaria generale Rosanna Rosi, ed anche ad Andrea Antonioli. Ma i comunisti fanno un passo indietro, si riorganizzano e poi tornano a fare un passo avanti dopo avere rimesso insieme le truppe a sostegno. Questa è la nostra storia».

Alla domanda se da segretario generale di una Cgil provinciale a lungo commissariata che sembra non trovare pace possa essere contento dell’addio di un sindacalista come Bindocci, Rossi prende fiato e risponde senza esporsi: «Non sono contento della vicenda. Che, peraltro, ho trovato “consumata” al mio arrivo. Io non ho mai denunciato nessuno alla commissione di garanzia e non intendo certo cominciare a Lucca». Per quanto riguarda, poi, l’assemblea Filcams che avrebbe dovuto sfiduciare nei giorni scorsi la segretaria Gullà, Rossi ribadisce: «Se uno vuole sfiduciare qualcuno raccoglie le firme. Ribadisco quello che ho fatto notare a tutti: quella riunione era viziata da aspetti formali». (d.f.)

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