Il Tirreno

Versilia

Bufera a villa Cavanis Il Comune va avanti con l’acquisizione

di CesareBonifazi
Bufera a villa Cavanis Il Comune va avanti con l’acquisizione

Dura replica di Del Dotto: «È un bene di interesse pubblico» Spetta al piano strutturale stabilire la destinazione

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CAMAIORE. Continua senza tregua la battaglia nella collina dove si trova villa Le Pianore. A incrociare le spade c’è da una parte l’amministrazione comunale e dall’altra la Congregazione dei padri che gestiscono la struttura.

A innescare la scintilla della guerra è stata l’affermazione del Comune per cui il Comune ha «fra gli obiettivi strategici l’acquisizione al patrimonio pubblico o all’uso pubblico della villa storica e dei sotterranei, del parco e della palestra attraverso forme di perequazione urbanistica».

Intenzione che è stata duramente criticata dai padri che in alcun modo vogliono cedere alle pressioni dell’amministrazione, tanto che hanno categoricamente smentito le parole del sindaco, Alessandro Del Dotto: «le Scuole di Carità - avevano scritto in una nota - non hanno in corso con il Comune di Camaiore alcuna trattativa riguardo all’utilizzo futuro della Villa, (al di fuori del contratto di comodato gratuito che scadrà il prossimo agosto, ndr) né di essere a conoscenza del contenuto dei futuri strumenti urbanistici comunali, riguardo ai quali si riserva comunque ogni più ampia facoltà di critica e d'impugnazione nelle competenti sedi».

Da piazza San Bernardino è arrivata la controrisposta che è una vera e propria dichiarazione di guerra: «l’amministrazione Comunale di Camaiore considera Villa Cavanis ed il suo Parco un bene di grande valore storico che “appartiene” all’identità collettiva di Capezzano Pianore e della città di Camaiore. L’obiettivo strategico di questa amministrazione è stato, è, e sarà garantire un uso di interesse pubblico della Villa Storica e del Parco - continua il comunicato - tale obiettivo è riconfermato nel Piano Strutturale, il quale lascia le porte aperte a varie soluzioni che spetterà al piano operativo tradurre in scelte concrete».

E tenta di smorzare i toni: «Per parte nostra consideriamo che il dialogo con i Padri Cavanis non si sia mai interrotto, come dimostra la stipula del contratto di comodato, e l’amministrazione non ha certo il potere di impedire che la proprietà passi di mano, ferme restando le destinazioni d’uso e le regole sulle trasformazioni previste dagli strumenti urbanistici. Non ci si può chiedere di cambiare idea su un obiettivo che noi consideriamo fondamentale per il futuro di Capezzano, ci si può chiedere di capire assieme come raggiungerlo - e conclude - Le porte del Comune sono state, sono e saranno sempre aperte».

La villa era passata in mano ai padri Cavanis negli anni 50 grazie a una donazione del principe Felice di Borbone di Parma il quale l’aveva ceduta senza alcun peso alla Congregazione ma con l’obbligo di celebrare due messe all’anno: una il 16 novembre in suffragio del duca Roberto di Borbone e una il 13 giugno in onore di Maria Antonia di Braganza, duchessa di Parma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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