Il Tirreno

Versilia

Principino e Palasport vanno all’asta subito

di Donatella Francesconi
Principino e Palasport vanno all’asta subito

Il Comitato dei creditori fissato per mercoledì deve dare il via libera definitivo Tra i beni in vendita anche il terreno nell’area del depuratore che interessa a Sea

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VIAREGGIO. Ultimo atto mercoledì della prossima settimana, data per la quale il Comitato dei creditori della fallita Viareggio Patrimonio ha fissato la riunione dalla quale dovrà uscire il via libera alle aste per Centro Congressi (il Principino), Palazzetto dello sport e terreno nell’area del depuratore, là dove dovrà sorgerà l’impianto di codigestione dei fanghi da depurazione più quindicimila tonnellate annue di rifiuti organici. Il fallimento della società interamente pubblica - un secondo Comune, di fatto - è stato decretato dal Tribunale di Lucca a metà settembre 2015 su richiesta di auto fallimento presentata dall’allora liquidatore Marco Marchi, come da indicazioni dell’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro che ha sempre rivendicato questa scelta come l’unica possibile nella situazione data. Quindici mesi dopo, l’operazione entra nel vivo con la vendita dei primi beni sul mercato privato. Quale ruolo ha l’Ente pubblico da qui all’asta che sarà fissata davvero a breve, il curatore della Patrimonio, Donato Bellomo, lo ripete da un anno: «Il Comune può dire che il bene che va all’asta è indisponibile. Se reclamano il bene devono però spiegare come e con quali mezzi lo reclamano». Mezzi che possono essere o denaro o beni di altrettanto valore da “scambiare” con quanto va all’asta. In un quadro che vede il Comune di Viareggio già impegnato a fare la conta di quando deve essere venduto per raggiungere la somma di otto milioni di euro da mettere a disposizione dell’Organismo straordinario di liquidazione per fare la propria parte nel comporre i 56 milioni necessari per chiudere il dissesto dichiarato a fine 2014.

Il Palazzetto. Il “PalaBarsacchi” va all’asta senza che vi sia un’offerta presentata al curatore che possa essere considerata di “riferimento”. Il Centro giovani calciatori del presidente Alessandro Palagi ha però avanzato una manifestazione di interesse. Passaggio che non comprende indicare un prezzo, a differenza della offerta. Ma - così funzione - se dopo più aste la gara dovesse andare deserta, a quel punto il Cgc potrebbe farsi avanti offrendo una somma molto più bassa di quella da cui l’asta è iniziata.

La perizia redatta dall’ingegnere Stefano Kostner per il curatore fissa la stima di vendita in 1.031.000 euro. Lo scenario probabile è quello di un Cgc che si fa avanti, a bandi andati deserti, per un’acquisto al prezzo di 650.000/700.000 euro.

Per il bar del Palazzetto (la stima è 142.000 euro) c’è invece una offerta dell’attuale gestore. Starà al Comitato dei creditori definire se l’asta avrà come oggetto un lotto unico o lotti separati. E così per tutte le altre strutture da vendere.

Il Centro Congressi. Per il Principino, invece, non ci sono pretendenti. Uno dei luoghi simbolo della città, insomma, va all’asta “nudo e crudo” dopo essere stato al centro di progetti/sogni di molte amministrazioni e di tanti dei loro “suggeritori”. Nel marzo scorso, davanti alla commissione di controllo sulla Viareggio Patrimonio (presidente Annamaria Pacilio, capogruppo Cinque stelle), Donato Bellomo aveva dichiarato: «C’è una stima già fatta in passato: quattro milioni l'immobile, più uno per i rami azienda. Fanno cinque milioni, ridotti a quattro perché è vendita fallimentare...». Come prima base per la «procedura competitiva» che riguarda sia l’immobile che lo stabilimento balneare.

Il terreno. È nell’area del depuratore ed è già utilizzato da Sea Risorse con uno di quei rebus tra le società partecipate di Viareggio. La società dei rifiuti ha già avanzato un’offerta poco superiore ai seicentomila euro. Anche in questo caso, se i bandi si moltiplicassero senza offerte, alla fine sarebbe buona la prima, ovvero la cifra di Sea.

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